Le ‘mosse’ dei New Orleans Pelicans in questa offseason stanno facendo discutere osservatori e addetti ai lavori.
Se escludiamo l’arrivo di coach Mosley in panchina, il Front Office guidato da Joe Dumars ha effettuato le seguenti operazioni:
-Rifirma di DeAndre Jordan con un biennale (!!!) garantito
– Conferma del Two-Way Player Hunter Dickinson e firma di Jaron Pierre, scelta N.58 nel Draft NBA 2026
Al capitolo uscite ci sono da segnalare le partenze di Kevon Looney (Lakers) e Trey Alexander (Jazz).
Il resto del gruppo è invariato, con ben 13 giocatori confermati dopo le 26 vittorie della scorsa stagione.
Dubbi anche sulla scelta di non far disputare la Summer League di Las Vegas al playmaker Jeremiah Fears e al centro Derik Queen, dopo le rispettive stagioni da rookie caratterizzate da molti alti e bassi.
La nuova ‘decision’ di LeBron potrebbe risultare importante, dato che l’effetto domino che molti si aspettano potrebbe convincere qualche franchigia delusa ad alzare la propria offerta per uno dei ‘pezzi pregiati’ dei Pelicans. Giocatori come Trey Murphy, Herb Jones e Saddiq Bey.

La situazione salariale – via CapSheets – non è assolutamente critica, ma allo stesso tempo non induce all’ottimismo per via dei tanti milioni legati a giocatori fin qui poco convincenti in Louisiana.
Il team ha a disposizione tutte le sue prime scelte future, con la (ghiotta) possibilità di scambiare la propria con quella dei Bucks nel 2027.
Non tutto è perduto quindi, ma l’attuale Front Office nelle ultime due estati ha fatto davvero poco per convincere i tifosi a credere nella bontà del progetto.




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