La Serie A più incasinata e affascinante di sempre riparte dalle sue contraddizioni

Coppa, Before, Pregame, Umana Reyer Venezia - EA7 Emporio Armani Olimpia Milano Legabasket LBA Serie A Unipol 2025-2026 Playoff - Finale - Gara 3 Venezia, 16/06/2026 Foto L.Canu / Ciamillo-Castoria

Sabato riparte la LBA con la Supercoppa. E potrebbe cominciare così la stagione più incasinata, affascinante e contraddittoria di sempre

Sabato riparte la LBA con la Supercoppa. E potrebbe cominciare così la stagione più incasinata, affascinante e contraddittoria di sempre. Le quattro protagoniste raccontano già tutto: ambizioni, rivoluzioni, vecchie rivalità e destini che continuano a incrociarsi.

Derthona Basket è, secondo molti osservatori, la squadra costruita con le idee più interessanti. Il progetto porta la firma di Gianmaria Vacirca, che a Olimpia Milano faceva praticamente tutto tranne il direttore sportivo, e di Mario Fioretti. Un allenatore che in biancorosso è stato il segreto di Luca Banchi, di Jasmin Repesa moltissimo, di Simone Pianigiani ed Ettore Messina nella giusta misura. Sempre da assistente, però. Ora tocca a lui. Il giocatore di riferimento sarà Dante Maddox, di proprietà di Olimpia Milano, mentre sotto canestro ci sarà Paul Eboua, uno che a Milano non ha voluto andare.

Dall’altra parte la Reyer Venezia, che ha già perso Sir’Jabari Rice e riparte ancora da Neven Spahija. Una conferma maturata soltanto grazie alla finale Scudetto: abbastanza per restare, forse non abbastanza per sentirsi davvero al sicuro. Tradotto, potrebbe essere il primo allenatore chiamato a rispondere dei risultati.

Poi c’è Olimpia Milano. Nel novembre scorso ha perso Ettore Messina e successivamente ha vinto come mai nella propria storia: Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto. Il triplete italiano. Ha però salutato buona parte dei suoi senatori, perché confermare un gruppo che in EuroLeague aveva continuato a deludere avrebbe richiesto di sfondare, e non di poco, il budget. Paradosso uno. Da anni i tifosi individuano nel playmaking il problema principale. Eppure, nell’ultima amichevole contro il PAOK, persa e persa male, nei momenti decisivi la palla è tornata nelle mani di Marko Guduric, non di Darius Thompson. Un dettaglio, forse. Oppure il primo tema della nuova stagione. Paradosso due.

Infine la Virtus Bologna, che ha iniziato la preparazione senza Alex Mumbru, impegnato con la Germania. La squadra incuriosisce, mentre le battute di Massimo Zanetti tengono viva una rivalità che ha sorretto il basket italiano negli anni Venti. Olimpia Milano e Virtus hanno tenuto in piedi la baracca, alla faccia di chi contestava il duopolio per poi scendere in A2, finendo rapidamente ai margini del racconto. Resta il paradosso di una Virtus che rischia di affrontare per il secondo anno consecutivo l’EuroLeague senza un main sponsor.

Dopo la Supercoppa partirà il campionato. Trieste non ha ancora completato il roster, mentre le due società romane, che fino a ieri nemmeno esistevano su questa scena, hanno accompagnato il proprio ingresso con una comunicazione social quasi nulla. E il caso Trapani è ancora fresco fresco, con strascichi inevitabili. Possiamo celebrare il ritorno della LBA, certo. Con una Varese mai così ambiziosa, e Cantù e Venezia pronte ad entrare nei nuovi palazzi come Derthona prima di loro. Ma stare sereni pensando al prossimo anno sarebbe già un esercizio di fantasia.

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