La Maxima Roma convince, Derthona è in crisi, ma toccare Fioretti sarebbe un errore. E sulle Final Eight…

Mario Fioretti Bertram Derthona Tortona - Umana Reyer Venezia Supercoppa LBA SisalClub 2026 Semifinale LBA Legabasket Serie A Sisal Club 2026/2027 Tortona, 19/09/2026 Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

Si chiuderà questa sera il programma della sesta giornata di LBA, con l’entrata in scena delle due grandi protagoniste del nostro basket

Si chiuderà questa sera il programma della sesta giornata di LBA, con l’entrata in scena delle due grandi protagoniste del nostro basket: la Virtus Bologna, impegnata contro Trieste, e l’Olimpia Milano, attesa a Desio dal derby con Cantù. Ma il turno ha già raccontato parecchio. E alcune storie meritano di essere approfondite.

Maxima Roma, quattro vittorie in sei gare non sono banali

È vero, la partenza in EuroCup non è stata straordinaria. Ma gestire il doppio impegno europeo in un club nato praticamente dal nulla non è un esercizio banale. E soprattutto non deve far perdere di vista le priorità: conquistare un posto alle prossime Final Eight e provare a entrare nei playoff. Il 4-2 in campionato, impreziosito dal successo per 88-62 sul campo di Trento, rappresenta un inizio tutt’altro che scontato.

Nel frattempo, in una LBA sempre alla ricerca di protagonisti, ci sono almeno due nomi per i quali si può soltanto ringraziare Paul Matiasic: Aaron Holiday e Mirza Alibegovic. Il primo, con i 28 punti realizzati a Trento, supera quota 20 per la seconda volta in stagione e conferma di poter essere un fattore. Il secondo, abbondantemente oltre i trent’anni, sembra aver deciso di prendersi la Serie A e di non lasciarla più.

Proprio Alibegovic merita una riflessione. Dopo sette stagioni consecutive in A2, sta dimostrando di poter essere protagonista anche al piano superiore. Una storia che dovrebbe interrogare il movimento: evidentemente, le formule del 5+5 e del 6+6 non sono state sufficienti a garantirgli prima lo spazio che meritava.

Derthona Basket, crisi vera. Ma Fioretti merita fiducia

Una vittoria all’esordio, poi il buio. Cinque sconfitte consecutive in campionato e una classifica che comincia a farsi preoccupante. La crisi del Derthona Basket è reale e sarebbe inutile nasconderla.

Il problema è anche nella continuità dei suoi riferimenti offensivi: quando si accende Dante Maddox, fatica Prentiss Hubb, e viceversa. Non a caso, nelle prime sei giornate i due hanno chiuso contemporaneamente in doppia cifra soltanto due volte. Troppo poco per una squadra che dovrebbe fare della qualità delle proprie guardie uno dei punti di forza.

Eppure mettere oggi in discussione Mario Fioretti sarebbe un errore. Tortona sta cercando di restare competitiva anche in un girone complesso di EuroCup, mentre il tecnico merita credito per quanto costruito nella scorsa stagione, chiusa con un quinto posto e una finale di Coppa Italia. La fiducia deve valere anche per il club, che negli anni ha dimostrato solidità e capacità di programmazione.

Certo, resta un interrogativo: quello della conferma. Perché il Derthona, in passato, ha talvolta faticato proprio nel dare continuità a una stagione positiva. E il rischio, oggi, è che la storia si ripeta.

La corsa alle Final Eight: quante sorprese

Siamo soltanto all’inizio, sia chiaro. Ma se il girone d’andata terminasse oggi, piazze come Venezia, Reggio Emilia e Tortona resterebbero fuori dalla Coppa Italia. Dentro, invece, troveremmo Treviso, Maxima Roma, Varese e Verona.

È la fotografia di un campionato che conferma un equilibrio rinnovato, nel quale i pronostici della vigilia contano fino a un certo punto. Anche perché l’Olimpia Milano, alle prese con problemi evidenti, continua a tergiversare sul mercato. E quando deciderà eventualmente di intervenire, dovrà fare i conti anche con i vincoli di composizione del roster, che indirizzano la ricerca verso un giocatore comunitario.

Intanto, una buona notizia arriva dalla Coppa Italia. Le Final Eight di Torino dovrebbero tornare al formato su quattro giornate consecutive, dal 18 al 21 febbraio 2027: quarti giovedì e venerdì, semifinali sabato e finale domenica. Niente più pausa del venerdì, dunque. In attesa delle ufficialità, una scelta sensata, che restituisce continuità all’evento e valorizza una giornata importante anche dal punto di vista del pubblico.

Speriamo che, prima o poi, si lascia Torino per tornare a girare lo stivale, e magari si torni anche alle Finals al meglio delle sette partite. Ma su questo, francamente, siamo molto meno ottimisti. E comunque è solo un’opinione personale.

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