I Los Angeles Clippers e il proprietario Steve Ballmer sono finiti sotto indagine dopo le accuse di aver eluso il salary cap NBA tramite un endorsement da 28 milioni di dollari a Kawhi Leonard, definito un “no-show job”, secondo quanto riportato da Baxter Holmes/ESPN.
Secondo i documenti rivelati da Pablo Torre, Leonard nel 2022 avrebbe firmato un accordo quadriennale con la società Aspiration, poi fallita, in cui Ballmer aveva investito 50 milioni tramite la sua LLC. Una clausola prevedeva che i pagamenti fossero legati alla permanenza del giocatore ai Clippers, sollevando dubbi su possibili aggiramenti delle regole.
La franchigia ha respinto ogni accusa definendola “assurda”, sostenendo che l’accordo fosse indipendente e senza interferenze della società. L’NBA ha però aperto un’inchiesta, con sanzioni che possono arrivare fino a multe milionarie, perdita di scelte al draft e annullamento di contratti.
Il caso richiama lo scandalo dei Timberwolves con Joe Smith nel 2000, che costò a Minnesota cinque prime scelte. Con Leonard sotto contratto fino al 2027, l’esito dell’indagine potrebbe avere gravi conseguenze per il futuro dei Clippers.





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