Kareem Abdul-Jabbar: In America il razzismo è come polvere nell’aria, è dappertutto….

Jabbar: Le persone sono spinte al limite

Pubblichiamo la parte finale dell’articolo di Kareem Abdul-Jabbar in seguito all’uccisione di George Floyd:

“Sì, le proteste spesso sono usate come scusa per essere sfruttate da alcuni, proprio come quando i fan che celebrano un campionato di squadre sportive bruciano auto e distruggono i negozi. Non voglio vedere negozi saccheggiati o addirittura bruciare edifici. Ma gli afroamericani vivono in case che bruciano da molti anni, soffocando per il fumo mentre le fiamme bruciano sempre più vicino. Il razzismo in America è come polvere nell’aria. Sembra invisibile – anche se ti sta soffocando – finché non fai entrare il sole. Poi ti rendi conto che è ovunque. Finché continuiamo a illuminare quella luce, abbiamo la possibilità di pulirla in qualsiasi posto essa atterri. Ma dobbiamo stare attenti, perché è sempre ancora in aria.”

Quindi, forse la preoccupazione principale della comunità nera in questo momento non è se i manifestanti siano a tre o sei piedi di distanza o se alcune anime disperate rubano alcune magliette o addirittura incendiano una stazione di polizia, ma se i loro figli, mariti, fratelli e i padri saranno assassinati da poliziotti o aspiranti tali solo perchè stanno facendo una passeggiata, una corsa, un viaggio. O se essere neri significa rifugiarsi a casa per il resto della loro vita perché il virus del razzismo che infetta il paese è più mortale di COVID-19.

Quello che si dovrebbe notare quando quando si vede i manifestanti neri nell’era di Trump e del coronavirus sono le persone spinte al limite, non perché vogliono aprire bar e saloni di bellezza, ma perché vogliono vivere. Respirare.

Quello che voglio vedere non è una corsa al giudizio, ma una corsa alla giustizia.

Fonte: Los Angeles Times.

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