Juancho Hernangómez è pronto a guidare la Spagna nella nuova fase della sua storia. Il giocatore del Panathinaikos, secondo capitano della Nazionale, è impegnato nelle qualificazioni al Mondiale 2027 contro Portogallo e Grecia e sta assumendo anche un ruolo importante nella crescita dei nuovi talenti, da Aday Mara a Hugo González e Baba Miller.
Dalla concentrazione di Saragozza, Hernangómez ha parlato a ‘El Programa de Ortega’, soffermandosi sul futuro della Nazionale, sull’esperienza all’ultimo EuroBasket, sulla sua permanenza al Panathinaikos e sull’arrivo di Zeljko Obradovic.
Hernangómez: “La nuova generazione ha grande talento”
Il veterano spagnolo ha accolto con entusiasmo la possibilità di condividere il parquet con i giovani emergenti della Nazionale.
“Ho molta voglia di giocare con loro. Li conoscevo già da anni e vedere come è stata la loro progressione… arrivano con tanta voglia e penso che la Nazionale abbia un futuro molto positivo. Hanno talento, sono brave persone e competono”, ha dichiarato.
Il nuovo corso della Spagna arriva dopo un EuroBasket deludente, chiuso senza il passaggio alla fase successiva, e dopo la fine dell’era Sergio Scariolo.
Il ricordo dell’ultimo EuroBasket
Hernangómez considera comunque quell’esperienza una tappa importante del proprio percorso.
“Si sta male, ma non è stato uno dei momenti peggiori della mia carriera. Da tutto si impara. Credo che sia stato un campionato dal quale imparare”.
Il giocatore ha raccontato anche le parole ricevute da Rudy Fernández e Sergio Llull dopo l’eliminazione, sottolineando quanto sia importante attraversare anche i momenti difficili.
“Io ho avuto la fortuna di arrivare, toccare il cielo e vincere, ma quando abbiamo perso, parlando con Rudy e Llull, mi dicevano che la parte difficile è proprio quella: iniziare, imparare e permettere ai giovani di acquisire esperienza. Non succede nulla, da tutto si impara. Le esperienze negative bisogna viverle e per godersi quelle positive bisogna anche passare attraverso momenti difficili. Abbiamo imparato da tutto questo e ora abbiamo una nuova sfida”.
La scelta di restare al Panathinaikos fino al 2031
Hernangómez ha poi spiegato perché ha deciso di prolungare la sua esperienza al Panathinaikos nonostante l’interesse di altre squadre.
“Ho trovato un posto dove sono molto felice. Il modo in cui vivono la pallacanestro… il primo anno è stato molto duro, ma abbiamo vinto tutto e quando vinci lì fai la storia”.
Il rapporto costruito ad Atene ha avuto un peso decisivo nella sua scelta.
“Mi sento molto amato e apprezzato. Avevo ancora un anno di contratto, avevo offerte da altre squadre e penso che il Panathinaikos mi avrebbe lasciato andare, ma credo che la cosa migliore fosse continuare lì a lungo termine, sentendomi molto amato dai tifosi, dal proprietario e dall’allenatore. È una decisione che mi è piaciuta”.
Zeljko Obradovic, una nuova occasione per crescere
La prossima stagione vedrà Hernangómez lavorare con Zeljko Obradovic, tornato sulla panchina del Panathinaikos dopo più di dieci anni.
Le aspettative del club ateniese sono massime e il giocatore ne è consapevole.
“Questa è la pressione che viviamo al Panathinaikos. Prendiamo il meglio del meglio e non ci basta arrivare a una finale: dobbiamo puntare ai titoli. Loro vivono il basket in questo modo, puntando forte sui migliori giocatori disponibili e cercando di vincere. Non abbiamo altra scelta”.
L’arrivo di Obradovic rappresenta inoltre un’opportunità di apprendimento per Hernangómez.
“Hanno portato Obradovic, che è una leggenda. Ha vinto sei volte l’EuroLeague lì e ho molta voglia di imparare da lui. Ho parlato con lui prima del mio rinnovo. Mi piace imparare dai migliori”.
Il sogno di chiudere la carriera all’Estudiantes
Prima dell’esperienza in NBA e del trasferimento al Panathinaikos, Hernangómez ha mosso i primi passi nel basket professionistico con l’Estudiantes.
Il legame con il club madrileno è rimasto forte e il giocatore continua a immaginare un possibile ritorno a casa per chiudere la carriera.
“Ho sempre detto che mi piacerebbe tornare all’Estudiantes e ritirarmi dove tutto è iniziato, ma alla fine la vita cambia molto”.
Per Hernangómez sarebbe il finale ideale di un percorso che lo ha portato anche lontano dalla Spagna.
“Certo che sarebbe un finale da sogno, ma non avrei mai immaginato di giocare in Grecia e di sentirmi così amato”, ha concluso.





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