Juan Toscano-Anderson in conferenza stampa dopo la vittoria di Trieste su Brescia in Gara 4 della serie di primo turno playoff.
“Ovviamente il morale era alto in spogliatoio, tutti entusiasti per il successo ma anche consapevoli che il nostro lavoro non è ancora concluso. Ora ci attende un ‘win or go home game’, andiamo avanti tutti insieme, credendo nelle nostre possibilità”.
Dopo aver ricevuto i complimenti di Arcieri per l’impatto difensivo e la tripla della staffa nell’ultimo minuto, l’ala ha speso parole importanti per la città di Trieste.
“Penso che qui sia proprio qualcosa di diverso. Sono all’undicesimo anno da professionista, prima ho giocato basket universitario ad alto livello a Marquette e… mi vengono i brividi a parlarne con voi. Questo posto è incredibile.
Prima di arrivare qui, prima di firmare, tante persone mi avevano parlato benissimo di Trieste e devo dire che le mie aspettative non sono state deluse neanche un po’. Qui ci sono alcuni dei migliori tifosi… anzi, sarei ingiusto se non dicessi che quelli di Trieste sono i migliori tifosi per cui io abbia mai giocato. (Disputare i playoff qui) È un qualcosa di incredibilmente bello da vivere.”
Infine Toscano-Anderson ha preso la parola per ringraziare un tifoso speciale.
“Ieri, o forse due giorni fa, ho ricevuto una lettera da un tifoso ed è stato uno dei momenti più toccanti della mia vita.
Potrebbe essere l’ultima volta che mi siedo a questo tavolo in conferenza stampa, ma volevo raccontarvelo: ho ricevuto una lettera da un mio tifoso che probabilmente rappresenta uno dei momenti più emozionanti della mia carriera sportiva. E penso che questo sia davvero lo specchio di ciò che è Trieste, e di ciò che riceviamo dai nostri tifosi.
La lettera non parlava solamente di basket. Parlava soprattutto di come mi comporto come essere umano. E onestamente penso che questo sia quasi più appagante che vincere un titolo NBA.
Perché mi ricorda quanto sia importante il modo in cui mi pongo come persona, non solo con la mia famiglia e con le persone più care, ma anche con tutte le persone che mi osservano.
Ho giocato una partita dentro la partita. E nonostante le quattro palle perse nel primo tempo, ho comunque voluto prendermi la responsabilità di quell’ultimo tiro. L’affetto che ho ricevuto qui mi aiuta anche a livello personale, a capire quando devo assumermi delle responsabilità.
Vi ringrazio davvero dal profondo del cuore per quello che siete, perché lo apprezzo tantissimo. Non so se Amedeo sia qui, ma quello che ha fatto ha significato il mondo per me e non dimenticherò mai questo momento.
E se questa fosse davvero l’ultima volta che ci vediamo a questo tavolo di conferenza stampa, voglio ringraziare il popolo di Trieste dal profondo del mio cuore. Voglio ringraziare Amedeo, la persona che ha scritto questa lettera, perché mi ha davvero cambiato.”





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