Jordi Bertomeu: Non pensiamo ad una lega chiusa. La riunione di Atene non è stata una sorpresa

Jordi Bertomeu: Non pensiamo ad una lega chiusa. La riunione di Atene non è stata una sorpresa

Jordi Bertomeu, Ceo di EuroLeague, ha incontrato nella giornata di ieri la stampa internazionale per un punto sulla massima competizione europea e non solo

Jordi Bertomeu, Ceo di EuroLeague, ha incontrato nella giornata di ieri la stampa internazionale per un punto sulla massima competizione europea e non solo. Ecco alcuni dei concessi espressi.

SUL FUTURO

«Il futuro è il nostro focus costante, l’evoluzione è parte di questa competizione soprattutto in quel che sarà il periodo post-pandemico. In primo luogo voglio ritrovare i fans, sapendo di non avere il 100% al round#1, ma di arrivarci in progressione. Sulla competizione registriamo le licenze pluriennali di Bayern e Asvel e il primo passo con l’Alba Berlino. Oltretutto ho letto di rumors su una prossima cancellazione di Eurocup. Tutto il contrario, stiamo coinvolgendo i club ancora di più».

SULLA LEGA CHIUSA

«Non possiamo rispondere ad ogni rumors, sia chiaro. Ma andiamo con ordine. L’idea di una lega chiusa, nella testa di molti club, esiste da prima del 2000, ma necessità di certezze su budget e programmazione. Dal 2014 abbiamo creato una piramide per noi fondamentale: campionati nazionali, EuroCup, EuroLeague. EuroCup è un filtro perfetto. Non stiamo pensando ad una lega chiusa, ma al format attuale con 16 squadre e una finestra di due posti dalla seconda competizione».

SUL NUMERO DEI TEAM

«Difficile ipotizzare da qui a 10 anni quel che saremo, lo sport si modifica rapidamente. Oltretutto stiamo vivendo l’era pandemica, che lascerà dietro di sè uno strascico almeno biennale. Crediamo che 18, 20 squadre sia il numero massimo, quantità e qualità non vanno di pari passo, ci sono calendari e gare delle Nazionali da considerare».

SUL FAIR PLAY

«Ci metteremo mano, cambieremo. Creare un nuovo ecosistema sostenibile non significa solo cercare soldi, ma anche razionalizzare la gestione».

SUI PLAYOFF IN ITALIA

«Ognuno ha fatto il meglio per arrivare in fondo. Esiste una cooperazione positiva con le leghe nazionali».

SU EUROCUP

«Fissiamo alcuni dati di fatto. Nel 2014 la Fiba ha creato la BCL come progetto di massima lega europea, ma i club di EuroLeague hanno detto no. Un tempo le classifiche nei campionati nazionali garantivano l’accesso ad EuroCup, ora si può scegliere tra due competizioni, a volte anche con delle pressioni da parte delle federazioni nazionali. Non giudico nulla, ma ricordo anche che dal 2020 la FIBA garantisce licenze pluriennali in BCL tramite accordi economici. Alcuni club cercavano stabilità, da lì sono nate le licenze pluriennali di EuroCup».

SUL POSTO GARANTITO AD ABA LIGA

«Non esistono licenze garantite ad Aba Liga. Resta una regione importante per il basket europeo, ma ora vogliamo certezze dalla lega. Ci sono cose che in questi anni non ci hanno convinto molto».

SULLA LICENZA ALLO ZENIT

«Ci sono colloqui, e un clima di grande cooperazione. Vedremo».

SULLA RIUNIONE DEI 7 CLUB AD ATENE

«Non è stata una sorpresa, i confronti vanno avanti».

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