Jamar Smith ha parlato alla Gazzetta di Reggio del suo presente e del possibile futuro con la Una Hotels. Dopo una prima parte di stagione da giocatore e una seconda vissuta accanto al gruppo in una veste diversa, l’ex esterno americano ha spiegato come abbia cercato di aiutare la squadra soprattutto sul piano mentale.
«Nel girone di andata ho provato a portare il mio contributo in campo, da giocatore. Poi la squadra ha scelto di prendere un’altra strada, con uno stile di gioco diverso che ha portato tanti benefici, e da parte mia ho provato ad aiutare nel modo in cui riuscivo».
«I miei compagni mi chiamavano “Zio”, perché con i consigli che gli davo in partita e in allenamento apparivo ai loro occhi come uno zio saggio».
«Ho cercato di aiutare i ragazzi dal punto di vista mentale, a gestire le proprie emozioni e ad affrontare i propri fallimenti nel modo giusto».
Smith ha poi affrontato anche il tema del ritiro e della possibile permanenza nel club, lasciando intendere che il suo percorso nel basket non è affatto finito.
«Il capitolo da giocatore potrebbe essere giunto al termine, devo accettarlo e andare avanti. Ma il mio lavoro non è finito qui, ho tante pagine da riempire nel mio libro».
«Dico solo che sarei onorato se mi fosse data la possibilità di rimanere qui e lavorare per la Una Hotels».
Il legame con Reggio Emilia, nelle sue parole, resta fortissimo. E proprio da questo rapporto con città, tifosi e società potrebbe nascere il prossimo capitolo della sua carriera.





Commenta
Visualizza commenti