I migliori cestiti italiani ammessi nel campionato NBA

Foto Ciamillo
Foto Ciamillo

Nel corso degli anni molti campioni del Belpaese hanno tentato l’avventura americana. Qualcuno solo per un paio d’anni, altri in pianta stabile

Per i giocatori di basket il campionato NBA è il sogno, la destinazione ideale per misurarsi con i migliori, capire quanto si vale davvero, mettersi alla prova. Capita agli sportivi di ogni Paese e ovviamente l’Italia non fa eccezione. Nel corso degli anni molti campioni del Belpaese hanno tentato l’avventura americana. Qualcuno solo per un paio d’anni, altri in pianta stabile.

Ma chi sono questi “giganti” che hanno fatto da ambasciatori del nostro Paese oltreoceano? Come ben sanno gli appassionati di scommesse, i quali si riversano spesso online su siti che permettono di poter fare puntate in tempo reale ed in maniera sicura grazie ai loro portali costantemente aggiornati, il primo nome che viene alla memoria è quello del veneto Dino Meneghin, oggi 72 anni, considerato come il miglior giocatore di basket di sempre, che ha iniziato la sua carriera nel Varese a 16 anni. Nel 2003 è diventato un Basketball Hall of Fame player e nel 2010 anche un FIBA Hall of Fame player. Meneghin è stato selezionato due volte per il campionato NBA, ma di fatto non ci ha mai giocato. 

Per questa ragione, il primo italiano a entrare nel campionato NBA è stato Stefano Rusconi, pivot di Bassano del Grappa, che ha vestito a lungo la maglia della Pallacanestro Treviso. È stato scelto una prima volta al Draft NBA, ma non ha accettato, poi, alla seconda chiamata, si è spostato negli Usa per militare con i Phoenix Suns. A giugno del 1995, Rusconi è diventato il primo italiano a firmare un contratto da giocatore in NBA. Ma negli Stati Uniti è rimasto soltanto per poco.

Meglio è andata a “Diablo”, Vincenzo Esposito, che nel 1991 ha firmato per i Toronto Raptors ed è diventato il secondo giocatore di pallacanestro italiano a sbarcare negli States. Esposito ha lasciato il segno con una partita al Madison Square Garden di New York contro i Knicks, in cui ha confezionato una gara da 18 punti (suo massimo in NBA). In totale, ha giocato 30 gare in NBA, con una media di quasi 10 minuti di utilizzo per incontro e 3,9 punti.

Dopo questi esordi di successo, occorre aspettare fino al 2006 per veder arrivare il talento italiano negli Stati Uniti. A compiere questa magia è Andrea Bargnani, originario di Roma che, grazie alla chiamata dei Toronto Raptors viene scelto al numero uno al Draft, primo europeo a riuscire in questa impresa. Durante il primo anno americano. Giocherà con i Raptors fino al 2013 (433 volte presenze e 6581 punti), prima di passare ai Knicks e poi ai Brooklyn Nets. 

Un anno dopo tocca a Marco Belinelli portare la nostra bandiera. Lo scelgono i Golden State Warriors e il giocatore originario di San Giovanni in Persiceto diventa fino al 2020 uno dei protagonisti assoluti del campionato NBA, nel quale ha vinto il titolo nel 2014 con i San Antonio Spurs aggiudicandosi il record di essere il primo italiano a riuscirci. Belinelli ha giocato quasi 1000 partite, segnando quasi 10 punti di media.

Sulle sue orme si muove Danilo Gallinari, lodigiano e figlio d’arte, che arriva nel campionato NBA nel 2008 grazie alla chiamata con il numero 6 dei New York Knicks. Il Gallo è di certo l’italiano che ha avuto l’impatto più significativo in termini di punteggi. Non ha ancora vinto un titolo ma detiene il record di canestri fatti per un azzurro in NBA e anche il record di punti (47) in una singola partita. Il Gallo nel 2020 ha firmato con gli Atlanta Hawks il contratto più soddisfacente per un italiano in NBA: oltre 60 milioni di dollari.

Tra il 2013 e il 2015 anche il capitano della Nazionale Luigi Datome è stato scelto dai Detroit Pistons dove ha giocato una stagione prima di passare ai Boston Celtics e ai Grand Rapids Drive nella NBA D League, mentre Nicolò Melli dal 2019 al 2021 ha giocato per due stagioni in America nelle fila dei New Orleans Pelicans e Dallas Mavericks, prima di tornare all’Olimpia Milano, campione d’Italia. Il futuro, comunque ha delle sorprese in tasca per i cestisti italiani. Paolo Banchero, stella dei Duke, è proiettato tra le prime tre scelte al draft ma insieme a lui potrebbe iniziare a giocare in America anche Gabriele Procida, che dopo la stagione con la maglia della Fortitudo Bologna, ha deciso di volare negli Stati Uniti per provare a coltivare il sogno NBA. E nelle ultime settimane si sta allenando con alcune squadre NBA come gli Orlando Magic e potrebbe essere scelto al draft. 

Commenta