Intervistato da Mario Canfora per La Gazzetta dello Sport il presidente federale Gianni Petrucci commenta il momento dell’Italbasket e non solo.
Andiamo a leggere alcune delle sue dichiarazioni.
Pensa ancora che il basket sia il secondo sport nazionale?: “Prima c’era il paragone con la pallavolo, ora col tennis. Per principio non accetto paragoni, perché ognuno è uno sport diverso, con specificità diverse. Con la pallavolo in comune abbiamo solo i palazzi dello sport. Poi sono due mondi diversi, con strategie e difficoltà diverse soprattutto per le nazioni che nel basket sono molto più concorrenziali. Mi inchino davanti a loro, ma i paragoni non si possono fare. Una volta Artemio Franchi, storico dirigente sportivo, disse che tante volte è meglio non essere primi in uno sport difficile come il calcio, che essere primi in altre discipline”.
Sui giovani, che dai 18 anni in poi non giocano mentre all’estero li fanno esordire a 15 anni: “Se questi ragazzi non giocano perché i club preferiscono puntare sugli stranieri o comunitari che dirsi voglia, che cosa possiamo fare noi? Qual è la forza di una federazione di fronte a imprenditori che giustamente, e dico giustamente, vogliono imporre il loro volere perché sono loro che mettono i soldi? A volte ci vuole anche fortuna. Se un Antetokounmpo fosse sbarcato ad Anzio, in Nazionale probabilmente avremmo ottenuto qualche risultato in più. Io voglio difendere la Nazionale dei giovani che ha messo in campo Banchi giovedì sera, mica posso dare addosso a qualcuno. Poi qualche club non ci ha dato giocatori. Ma, ripeto, noi cosa possiamo farci?”.
Secondo Petrucci avrebbe senso imporre una regola d’obbligo di under nei primi due campionati nazionali?: “Non serve, gli allenatori non vogliono essere condizionati. Ritorniamo sempre allo stesso punto. Che forza può avere Petrucci o la federazione di dire agli imprenditori: “La riforma del campionato è questa e voi dovete accettarla”. Mi risponderebbero “Caro Petrucci, mettici tu i soldi e gioca da solo”.
L’intervista completa è disponibile su La Gazzetta dello Sport oggi in edicola.





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