Italbasket, in primavera uno snodo cruciale. Serve il sostegno di Olimpia e Virtus

L’Italbasket vince in Lituania, e rimanda a febbraio la fase calda di queste qualificazioni alla World Cup 2027

L’Italbasket vince in Lituania, e rimanda a febbraio la fase calda di queste qualificazioni alla World Cup 2027. Ora nel girone D ci sono quattro squadre su quattro con un successo e una sconfitta, e tre passeranno alla seconda fase.

Di fatto la Gran Bretagna è quella che ha impressionato di più, gettando via il successo in un folle finale con la Lituania, e poi dominando in Islanda, con Quinn Ellis a disposizione solo nel secondo match. Il doppio confronto con gli azzurri del 27 febbraio e del 2 marzo sarà dunque uno snodo decisivo, o quasi, per il roster di Luca Banchi.

Che torna a casa con alcune certezze. Gabriele Procida può essere il leader offensivo, più di un Amedeo Della Valle parso schiacciato dalla pressione di una chiamata attesa per lungo tempo e forse ora troppo “legato” al vincente sistema Brescia.

Il capitano della capoclassifica di LBA merita un’altra chance, ma dovrà farsi trovare pronto, con il rischio di perdere l’ultimo treno importante della sua carriera in azzurro. Poi c’è Nico Mannion, che ha risposto presente a Klaipeda, e la coppia Tessitori-Suigo.

Ovvio, “l’unicorno” del nostro basket ha bisogno di tempo, ma sotto canestro l’Italbasket può far sentire la sua voce, almeno prima della fase estiva. Chi ha gli stessi centimetri e lo stesso peso del capitano e di Suigo? Non l’Islanda, la Gran Bretagna e neanche Lituania (l’ex Milano Arturas Gudaitis è stato meno produttivo delle attese, soprattutto contro gli azzurri).

Per un Luca Banchi costretto a fare tutto con poche risorse a disposizione, un piccolo cambiamento rispetto al passato. Ma qui sarà fondamentale la disponibilità dei club, anzi, essenziale, e l’opportunità. L’Olimpia Milano per intenderci il 26 febbraio sarà in campo a Tel Aviv contro l’Hapoel e il 5 in casa con il Barcellona, la Virtus giocherà il 25 con i blaugrana e il 5 a Madrid. E dal 18 al 22 febbraio ci sarà la Coppa Italia.

Avere ancora Gabriele Procida, Stefano Tonut, Nico Mannion e magari un Saliou Niang (difficile, visto che Ivanovic garantisce 20.7’ di media in EuroLeague, ma anche Ellis a Milano è riferimento) a Livorno cambierebbe non poco le carte in tavola, perché non c’è solo un biglietto per la seconda fase da staccare, ma anche un record positivo da costruire per non essere troppo attardati nella corsa che vede coinvolte anche Turchia e Spagna. E le due “big”, nel girone C, hanno fatto il loro dovere con Bosnia e Svizzera.

Perché, come detto, in questo folle calendario internazionale ormai vivo da più di un decennio, i destini li scrivono i club, e la disponibilità del giocatori che varierà tra inverno, primavera ed estate. Ecco perché parlare di «punto più basso nella storia del basket italiano» con l’Islanda è fuori luogo. D’altronde, a Klaipeda, non si è certo vissuto il punto più alto. E’ stata una grande reazione di squadra. E non è poco.

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