Italbasket, il successo sull’Estonia e le scelte di Luca Banchi: il commento

Inno Nazionale Italiana Maschile Senior - Amichevole Italia - Estonia FIP 2026 Trento, 22/08/2026 Foto MarcoBrondi / Ciamillo-Castoria

Il commento dopo la prestazione degli azzurri di ieri sera

Il successo dell’Italbasket sull’Estonia consegna a Luca Banchi la Trentino Basket Cup, ma soprattutto alcune indicazioni in vista delle decisive sfide contro Bosnia Erzegovina e Serbia. Il risultato finale, 83-61, racconta solo in parte una partita rimasta equilibrata per venti minuti e cambiata dopo l’intervallo attraverso difesa, recuperi e transizione. Ancora più significative, però, sono state le scelte iniziali: Nicola Akele, Leonardo Candi, John Petrucelli e Giancarlo Rossato sono rimasti fuori dai dodici.

L’esclusione di Petrucelli risponde innanzitutto alla quota riservata ai giocatori naturalizzati. Banchi gli ha preferito Darius Thompson, rimasto a zero punti ma capace di distribuire quattro assist e garantire una gestione ordinata. L’Italia cerca qualità nella costruzione e Thompson, pur senza incidere al tiro, sembra destinato a occupare quella casella. Petrucelli offre difesa, energia e conoscenza del gruppo, ma la scelta tecnica appare indirizzata verso la centralità natuale del ruolo del nuovo play dell’Olimpia Milano.

Akele ha invece probabilmente perso il ballottaggio tutto milanese con Pippo Ricci. I tre punti segnati contro l’Estonia non spiegano completamente la preferenza: Ricci garantisce esperienza, tiro per aprire il campo e una maggiore familiarità con partite internazionali ad alta pressione. La tripla in step-back che ha contribuito ad avviare la fuga azzurra rappresenta esattamente il tipo di soluzione che Banchi può cercare da un lungo tattico, ormai un senatore del gruppo. Akele resta un’alternativa credibile, soprattutto sul piano atletico e difensivo, ma oggi sembra partire un passo indietro.

Anche il reparto esterni comincia a delinearsi. Candi e Rossato pagano la concorrenza di Tommaso Baldasso e Stefano Tonut, due profili molto differenti ma apparentemente in vantaggio. Baldasso ha prodotto 16 punti dalla panchina, cambiando l’inerzia con personalità e pericolosità perimetrale. Tonut si è fermato a due punti, ma il dato offensivo conta relativamente: taglia fisica, difesa ed esperienza lo rendono un riferimento difficilmente sacrificabile, specialmente in assenza di Alessandro Pajola.

Queste gerarchie non possono ancora essere considerate definitive, ma la partita di Trento ha indicato il tipo di squadra che Banchi vuole costruire. Fontecchio rimane il terminale principale, Mannion ha diretto con maturità e Niang ed Emejuru hanno portato atletismo vicino al ferro. Quando l’Italia ha alzato la pressione difensiva, sporcando le linee di passaggio e correndo dopo i recuperi, la differenza di talento è finalmente emersa.

Il vero esame arriverà a Tuzla. Contro la Bosnia non basterà attendere venti minuti per liberarsi dalla ruggine, né sarà possibile concedere con la stessa leggerezza tagli e pick and roll. La vittoria sull’Estonia è stata incoraggiante, ma il suo messaggio principale riguarda le scelte: Banchi sembra avere già individuato buona parte delle gerarchie. Per Akele, Candi, Petrucelli e Rossato la corsa non è necessariamente conclusa, ma il primo verdetto del campo li ha collocati dalla parte di chi deve ancora rimontare.

Leggi anche

Gli ultimi commenti

Hot news