La Pallacanestro Varese esce sconfitta dal derby contro Cantù per 100-96 al termine di una partita intensa, ricca di emozioni e giocate, andata in scena al PalaDesio. Per i biancorossi è il terzo ko esterno consecutivo dopo quelli contro Napoli e Trieste, in una gara in cui Varese ha pagato soprattutto le 20 palle perse e la capacità di Cantù di limitarne il tiro da tre punti, costringendola a giocare più spesso nel pitturato contro una fisicità difficile da assorbire.
Nonostante il finale in rimonta, con il parziale di 1-13 che ha riaperto una sfida sembrata chiusa sull’84-73 a metà dell’ultimo quarto, la squadra di Kastritis non è riuscita a completare il sorpasso. In conferenza stampa, però, il coach ha spostato l’attenzione soprattutto su un altro aspetto, quello difensivo, ritenuto il vero problema del momento.
Alla domanda su cosa sia stato più decisivo tra le palle perse e la capacità di Cantù di togliere il tiro da tre punti, Kastritis ha risposto così: “Nessuna delle due cose, il problema è stato difensivo. Per 20 giornate siamo stati la miglior difesa del campionato, mentre nelle ultime 6 siamo di gran lunga la peggiore, credo. Dobbiamo recuperare la nostra identità difensiva”.
Il tecnico della Pallacanestro Varese ha poi spiegato anche cosa sia mancato nel finale sul +4 per chiudere la partita: “I dettagli sono molto importanti in queste partite e lì siamo mancati. Dobbiamo ripartire dalla nostra difesa perché abbiamo visto come le ultime 6-7 partite si siano decise nel finale e, giocando con questo approccio difensivo, si finisce per giocare come se si lanciasse una monetina in aria o una scommessa al casinò, quando invece dovremmo giocare come se portassimo i soldi in banca”.





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