Il sindaco di Pesaro Andrea Biancani si è espresso in merito allo “sfratto” della VL Pesaro dalla Vitrifrigo Arena. Di seguito le sue dichiarazioni.
“Prima che sia troppo tardi.
Purtroppo tutti i giorni accanto a noi, si alimentano i conflitti.
Conflitti che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana.
Non ci accontentiamo di alimentarli, spesso vogliamo vedere “il morto, il sangue”, insomma qualcuno deve pagare, a tutti i costi.
Poi però non possiamo stupirci o correre a esprimere la solidarietà se qualcuno, non troppo equilibrato, non si limita ai conflitti verbali ma improvvisamente si sente paladino di un senso di rabbia, alimentata dalla violenza delle parole usate da chi i conflitti li ha generati, e fa azioni che possono essere anche molto gravi.
Direi che sul caso VL di benzina sul fuoco se ne sia già buttata parecchia. Da giorni viene usata una violenza fatta di parole, parole che alimentano rabbia.
Invito ad abbassare i toni.
Creare conflitti genera conflitti.
Prima che sia troppo tardi.
Grazie
𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗩𝗟.
La Victoria Libertas fa parte del patrimonio sportivo e identitario della nostra città. Il basket, così come tutto lo sport, è e resta una priorità per Pesaro.
Lo dimostrano gli investimenti che il comune fa annualmente sugli impianti realizzati, il sostegno alle società, il lavoro quotidiano nelle palestre e nelle realtà giovanili, così come i grandi eventi e i tornei che, anche questo week end, stanno animando il territorio che sono possibili solo grazie alla presenza di numerosi impianti in città.
In questi giorni ho scelto di non alimentare polemiche, lasciando che sul piano tecnico intervenisse Aspes, che ha già illustrato come i grandi eventi si programmano con molti mesi, spesso oltre un anno, di anticipo, mentre le date dei playoff non sono certe fino al termine della stagione regolare, dipendono da molte variabili quindi difficilmente prevedibili.
Come sindaco non mi sono MAI sottratto alle responsabilità e non lo faccio oggi.
La programmazione deve essere fatta in anticipo e sulla base di elementi concreti: non programmare significherebbe rinunciare a opportunità importanti per la città, per i suoi cittadini e per le imprese che lavorano e danno lavoro in questo settore.
La Vitrifrigo Arena è, ed è giusto che sia, la casa della Vuelle, ma i playoff purtroppo rappresentano un’eccezione non pianificabile e, davanti a proposte di eventi di rilievo nazionale e internazionale, ripeto SOLO DAVANTI A PROPOSTE DI EVENTI NAZIONALI O INTERNAZIONALI Aspes ha ritenuto di non disperdere occasioni che portano migliaia di persone e che sostengono l’economia in città.
Pesaro è una città che ama lo sport, ma che ha bisogno e vive anche di turismo, cultura ed economia. Eventi come concerti, manifestazioni sportive internazionali e grandi convention generano presenze e lavoro per alberghi, ristoranti e attività commerciali.
Governare significa tenere insieme tutto questo, con equilibrio e responsabilità.
Qual è l’alternativa concreta? Aspettare fino all’ultimo momento per sapere se la squadra accederà ai playoff, e in quale posizione, e nel frattempo tenere chiusa o vuota la Vitrifrigo Arena per circa un mese e mezzo proprio nei periodi di maggiore richiesta? Le risposte vanno affrontate con serietà, lucidità, sostenibilità e visione.
Pesaro è diventata negli anni una città capace di ospitare eventi di livello nazionale e internazionale, unica nelle Marche per dotazione e qualità delle strutture. Questo è il risultato di scelte e di una visione che ha saputo guardare avanti. Continuare su questa strada significa, talvolta, affrontare situazioni complesse, senza soluzioni perfette ma con l’obiettivo di fare il meglio per la comunità.
È vero che la Vitrifrigo Arena nasce con una vocazione fortemente legata alla pallacanestro, 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲 𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲, dobbiamo fare il possibile per garantire l’utilizzo della Vitrifrigo alla VL, ma è altrettanto vero che il mondo, in questi anni, è cambiato profondamente.
Lo sport è cambiato, così come il mercato degli eventi e i modelli di gestione degli impianti. Questo richiede un’evoluzione continua che riguarda tutti: istituzioni, club, operatori e anche il pubblico.
Non è più sostenibile immaginare che un impianto complesso, come la Vitrifrigo, possa reggersi esclusivamente sulle attività di una sola disciplina sportiva, pur importante e identitaria come il basket a Pesaro. È necessario un equilibrio tra sport, spettacolo ed eventi, che consenta alla struttura di essere viva e sostenibile durante tutto l’anno.
Quello che accade oggi a Pesaro non è un’eccezione: anche in contesti più grandi le arene multifunzionali ospitano eventi diversi, richiedendo talvolta adattamenti anche alle squadre più rappresentative. In più di una città italiana, in situazioni simili, è già accaduto che la squadra principale abbia dovuto disputare alcune partite in un altro impianto, proprio per conciliare esigenze diverse legate alla gestione delle strutture.
Si può scegliere di ignorare le opportunità che valorizzano la città come riferimento per eventi internazionali e prendere decisioni che nel breve sembrano più semplici, oppure assumersi la responsabilità di garantire conti in ordine, opportunità per la città e sostenibilità nel tempo.
Evitare questo passaggio significa, inevitabilmente, spostare il problema più avanti e farne pagare il prezzo ai cittadini e alle stesse realtà sportive.
Siamo in costante contatto con la società, con la Federazione e con tutti i soggetti coinvolti per ridurre al minimo i disagi e individuare le soluzioni migliori, anche per i tifosi.
E a loro va un messaggio chiaro:
𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 𝒍𝒂 𝒔𝒒𝒖𝒂𝒅𝒓𝒂, 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒕𝒊𝒇𝒊𝒂𝒎𝒐 𝑽𝒖𝒆𝒍𝒍𝒆.
𝗔𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗲𝘀𝗮𝗿𝗲𝘀𝗲:
Il confronto politico è sempre legittimo, ma in questo caso ci vuole una bella faccia tosta.
Addirittura il centrodestra pesarese attacca parlando di mancata programmazione, ma è lo stesso centrodestra che ha applaudito e sostenuto con entusiasmo la Final Four di calcio a 5 a Pesaro, soprattutto grazie al supporto della Regione Marche.
Nel momento in cui quell’evento è stato presentato, era evidente a tutti – anche a chi oggi critica, facendo finta di non ricordarsi di tutto il percorso – che si trattava di appuntamenti programmati con largo anticipo e che, proprio per questo, potevano sovrapporsi a variabili non prevedibili come i playoff.
Lo avevo dichiarato alla presentazione delle Final Four di calcio a 5, davanti a tutti.
Nonostante questo, nessuno ha sollevato obiezioni: anzi, si è scelto di condividere e sostenere quella decisione, addirittura vantandosene.
Oggi cambiare posizione e attaccare l’Amministrazione su questo stesso punto significa semplicemente utilizzare lo sport per una polemica politica di basso livello.
Continuare a dire tutto e il contrario di tutto, senza offrire soluzioni concrete e realistiche, non è un contributo serio al dibattito e non aiuta né la città né lo sport.
Lasciate stare la politica o almeno abbiate la dignità di stare in silenzio.





Commenta
Visualizza commenti