Il ritorno del (vero) Superman farà la fortuna dei gialloviola?

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Con un Dwight Howard così i Lakers possono davvero sognare in grande

A volte i miracoli sportivi accadono per davvero: no, state tranquilli, in questa sede non abbiamo intenzione di ammorbarvi con il solito cliché per cui un team di basket sulla carta più debole supera il più forte quanto raccontarvi la rinascita di un professionista fisicamente esplosivo che sembrava ormai finito a causa di uno stile di vita troppo poco regolare e di un ego talmente grande da travolgere tutto e tutti. Di chi stiamo parlando? Di Dwight Howard ovviamente. L’ex Super Man dei tempi di Orlando, giocatore che arrivò nella stagione 2008-2009 a giocarsi l’anello contro la sua futura squadra, ossia i Lakers di Los Angeles, ha conosciuto in carriera alti e bassi che lo hanno portato a essere un’incognita per quei team Nba che decidevano di assoldarlo per sfruttarne le invidiabili doti atletiche. Per due anni consecutivi miglior difensore della Lega, egli è diventato ben presto un peso per molte franchigie poiché ingestibile. Non sappiamo se ve lo ricordate ma durante la sua prima parentesi con la maglia gialloviola nel 2012-2013, Howard è riuscito a dare il peggio di sé: allenamenti al limite dell’imbarazzante, mancanza di leadership e un atteggiamento che rasentava l’infantilismo avevano decretato di fatto la fine dell’epopea di un supereroe che con i Magic, da centro puro, era a dir poco devastante grazie alle schiacciate in faccia all’avversario. Dopo quella nefasta stagione losangelina, di lui se ne erano perse praticamente le tracce. Certo, le parentesi di Atlanta, Charlotte e Washington, sebbene non così negative, non avevano convinto gli amanti della pallacanestro americana abituati a sfregarsi gli occhi ricordando l’Howard del periodo della sua prorompente giovinezza.

Ritorno ai Lakers parte seconda

La carriera del nativo di Atlanta avrebbe potuto essere molto più importante rispetto a quella che in realtà è stata: a lui vanno infatti imputati sicuramente la mancanza di concentrazione, il venir meno di uno stile di vita equilibrato dentro e fuori dal campo e la pochissima umiltà dimostrata in tante occasioni. Come per magia, neanche fossimo nel bel mezzo di una delle più belle fiabe per bambini, ecco che in Howard scatta qualcosa. Dopo che il 5 luglio 2019 i Memphis Grizzlies si sbarazzano di lui poiché non rientra più nei piani della squadra, Dwight viene chiamato ancora una volta dai Lakers bisognosi di un giocatore di presenza sotto canestro e forte in difesa. Stavolta l’interessato non si fa certo scappare l’ultimo treno della vita e decide di tirarsi “a lucido” sia a livello fisico sia a livello mentale. Nasce così un nuovo Howard, quest’anno uomo squadra e jolly difensivo pronto a entrare in campo, quando chiamato in causa, senza fare polemica alcuna. Chi avrebbe mai scommesso su una tale metamorfosi?

Dwight Howard: il giocatore che mancava ai Lakers

 

 

Poter schierare un giocatore rinato come Howard, rimbalzista dalle doti agonistiche importanti, è oggi una manna dal cielo per i Los Angeles Lakers, formazione desiderosa di scrivere un importante capitolo del libro intitolato “Successi e trionfi nell’epoca del basket post-moderno” dopo i fasti dell’anello ottenuto nel lontano 2010 contro i Celtics. Come spesso accade, non basta recuperare palloni che piovono dal ferro per poter battere chiunque, ma disporre di fenomeni come LeBron James e Anthony Davis e sfruttare altresì le leve del massiccio Dwight potrebbe concretamente significare per L.A.L. un ritorno nell’Olimpo dei team più importanti della pallacanestro americana. Howard, si sa, è stato un personaggio a dir poco eccentrico soprattutto ai tempi della prima stagione ai Lakers nel 2012-2013 (indimenticabili gli screzi a dir poco coloriti avuti con Bryant), come lo sono stati altri cestisti prima di lui, come il caso di Dennis Rodman, e se ciò da un lato ha contribuito a trasformarlo in un player che non è passato certo inosservato, dall’altro lato lo ha reso un giocatore la cui carica sportiva, se incanalata correttamente, è in grado di riaccendere gli animi di qualsiasi team. E i tifosi gialloviola, che sognano ormai in grande, hanno proprio bisogno di player così in campo.

L’anello? Un sogno alla portata

Qualora l’Nba potesse finalmente ripartire, siamo convinti che i Lakers con un Howard in questo stato di grazia (si vedano le statistiche relative ai rimbalzi) potrebbero davvero tornare a vincere il titolo. Il comportamento sul parquet del giocatore e la sua voglia di fare la differenza sono un toccasana per tutto l’ambiente losangelino e anche per noi appassionati delle gesta eroiche di un Super Man finalmente ritrovato e probabilmente riconfermato con la maglia gialloviola anche nel prossimo futuro. 

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