Il Punto di Sportando | I dolori di Olimpia e Virtus sono preludio ad una super Coppa Italia

Il Punto di Sportando | I dolori di Olimpia e Virtus sono preludio ad una super Coppa Italia

Scorre un’altra giornata di campionato, torna il Punto di Sportando, l’appuntamento di cui nessuno sentiva il bisogno, ma che speriamo abbia l’occasione di restare on line da qui a fine stagione

Scorre un’altra giornata di campionato, torna il Punto di Sportando, l’appuntamento di cui nessuno sentiva il bisogno, ma che speriamo abbia l’occasione di restare on line da qui a fine stagione.

Primo aspetto, è ormai impossibile capirci qualcosa. Le disavventure di Olimpia Milano e Virtus Bologna in Europa (ben maggiori per i primi a dire il vero) parevano avere nella bassa competitività del campionato italiano la causa principale.

Il tutto dopo un mercato estivo di rafforzamento generalizzato. In effetti quasi tutte le nostre squadre stentano fuori dai confini (Sassari, Reggio e Brindisi fuori, e tra le altre solo la Reyer ha record positivo), ma vista la classifica, e gli ultimi risultati, forse i problemi sono propri di Olimpia e Virtus…

I biancorossi, che pensavano di volare in Italia a dispetto del disastro europeo, sono al secondo ko in tre gare di LBA, al terzo in sei. Si erano viste corazzate migliori in passato, mentre a Bologna ha tenuto banco per una settimana il “caso Belinelli”.

La sensazione è che, suo malgrado, con quel tweet il capitano virtussino abbia generato una colossale “arma di distrazione mediatica” da quella che pareva la dichiarazione più pepata di Sergio Scariolo: «Il lavoro degli allenatori è dare opinioni, dare suggerimenti, se vengono ascoltati bene, se non vengono ascoltati abbassi la testa e continui a pedalare, lavori, cerchi di trovare le quadrature nella situazione esistente».

Sia chiaro, cose che sono sempre capitate, spesso senza lasciare strascichi. E in fondo, come detto, la Vu se la sta giocando gagliardamente in Europa, mentre con Brindisi ha clamorosamente alzato il piede dal pedale troppo presto, dimenticando come in casa pugliese sia il collettivo spesso a non funzionare, per quanto con singoli di ottimo talento. Poi, sperando di non vivere un finale di stagione come quello passato, a bassa voce si può anche osservare come la “banda Scariolo” sia stata poco fortunata con le decisioni arbitrali nel finale di gara di ieri. E non solo ieri.

Una cosa è certa, dimenticando una Supercoppa dimessa, ci attende una Coppa Italia invece colma di contenuti. Tortona e Pesaro continuano a impressionare e sono a un passo dalle capolista, Trento riprende Varese e mostra tutta un’altra faccia, mentre deludono Venezia e Brescia.

La squadra della laguna non ha mai mostrato un briciolo di continuità quest’anno, ma De Raffaele, prossimo alle 400 panchine in orogranata, ha già dimostrato di avere tutto per uscire alla distanza. Brescia invece si flagella in casa con Treviso, gestendo uno dei peggiori finali della storia della Serie A. Magro dovrà respirare profondamente in questi giorni, ma visto il rendimento di Nikolic e Taylor (ovvero i cambi di Caupain e Petrucelli), difficile addossargli troppe colpe.

Menzione d’onore. Marco Legovich. E’ vero, al suo fianco ha avuto una società sempre al lavoro, e in campo tutto è più facile con Spencer, Bartley e Ruzzier se l’obiettivo si chiama salvezza. Ma in fin dei conti, visto l’avvio, non deve essere stato semplice gestire le tensioni ambientali di quella che è, e resta, casa tua. Preparazione e sangue freddo.

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