Matej Erjavec, presidente della Federazione slovena, ha parlato con Sportal a margine dell’allenamento del 28 luglio dopo i “no” di Vlatko Čančar e Josh Nebo.
SULLA NAZIONALE DOPO I “NO”
«Non sappiamo cosa significhino queste due rinunce, lo vedremo agli Europei, magari le cose prenderanno una piega positiva. Il fatto è che tutto questo ci ha un po’ sorpresi, ma bisogna comprendere sia il club che i due giocatori, viste le loro stagioni e quanto accaduto, se non possono partecipare.»
SU OLIMPIA MILANO
«Con Milano abbiamo parlato e trattato. Ma senza successo, perché il club ci ha fatto sapere che avrebbe preferito che entrambi non giocassero. Non possono vietarlo, ovviamente, ma sotto pressione il risultato è stato chiaro. I giocatori hanno contratti, o condizioni da rispettare, come nel caso di Čančar. Entrambi hanno avuto una stagione piena di infortuni, ed è comprensibile che non siano in nazionale.»
SU JOSH NEBO
«Con Josh eravamo in contatto, ci aveva confermato che avrebbe giocato. Poi, quando lo ha detto a Milano, il club gli ha detto in modo piuttosto netto: ‘non giocherai’. Poi ci hanno fornito una valutazione medica, e noi abbiamo risposto con la nostra. I medici si sono confrontati, ma il club ha concluso che non consigliava la partecipazione. Non l’ha vietata. Josh ha preso la sua decisione, che è comprensibile. Čančar ha firmato da poco e, dopo avergli fatto le congratulazioni, c’è stato poco da festeggiare. Ribadisco: comprendo sia il club che i giocatori.»
SUL POST NEBO
«Non rimpiango il fatto di non aver cercato un nuovo naturalizzato, perché Josh ci aveva detto che avrebbe giocato. E poi la finestra temporale era molto stretta. FIBA impone che tutto sia completato almeno 45 giorni prima dell’Europeo. Non volevamo compromettere i rapporti, quindi no, non mi dispiace.»
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