Il diario di Melli: il tempo libero in NBA, con il “popcornclub”

Il diario di Melli: il tempo libero in NBA, con il “popcornclub”

Nuova puntata del diario oltreoceano dell’azzurro dei Pelicans.

Nuova puntata de ‘Il diario di Nik’, l’appuntamento settimanale di Nicolò Melli su Instagram con i retroscena e gli aneddoti del mondo NBA. Protagonista di oggi è il tempo libero da giocatore NBA, superiore -per ammissione di Melli- a quello a disposizione negli USA. Occasione, quindi, per provare ristoranti diversi o per il cinema, in compagnia.

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GARE E VIAGGI MA IN NBA IL TEMPO LIBERO NON MANCA Adesso che con la quarantena ne ho fin troppo, ripenso al tempo libero che un giocatore NBA ha durante la stagione. Per quanto si vada in campo e si viaggi di continuo, ce n’è molto di più rispetto alle abitudini europee: sembra un paradosso, in realtà è un’altra conferma dell’attenzione verso le famiglie che ogni club, il mio in particolare, cerca di avere. Anche in questo caso, è una questione di organizzazione. In genere, l’unica seduta di allenamento si fa al mattino, così da lasciar libero il pomeriggio. Se giochi in casa e non viaggi, ti dedichi a cose molto ordinarie, come provare un ristorante nuovo in città o fare la spesa: bei tempi quando si trovavano con facilità la carta igienica e le uova… In trasferta, di diverso c’è solo la routine. Col passare delle settimane, ho cominciato a prender confidenza con il mio tempo libero, non limitandomi all’asse allenamento-albergo, ma organizzando incontri con amici sparsi per l’America e mangiando in locali consigliati. Si può fare anche il giorno della partita, dove sei autonomo fino all’orario in cui devi presentarti all’arena. Così come può accadere di avere qualche ora libera anche dopo la gara, quando si gioca nel primissimo pomeriggio. Èraro, invece, che questa disponibilità di tempo diventi l’occasione per fare turismo: a meno che non ci siano obiettivi definiti, come una mostra d’arte o un negozio di abbigliamento, non succede di ingannare l’attesa per la gara gironzolando per le città. Più abituale riposarsi o svagarsi in modo tradizionale: nelle città meno interessanti, con alcuni compagni e membri dello staff abbiamo istituito il “popcornclub”, nient’altro che l’abitudine di andare al cinema per non restare chiusi in hotel. Difficile che si vada a cena assieme perché, come ho già raccontato, chi gioca con me si mette a tavola tra le cinque e le sei del pomeriggio. Quanto alle carte, nella mia squadra non c’è questa tradizione: non essendo un abile giocatore, mi è andata bene. #ildiariodinik ? @aamoss1

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