Igor Kokoskov: Non eravamo preparati. Le finestre FIBA un concetto tragicomico che purtroppo esiste

Igor Kokoskov: Non eravamo preparati. Le finestre FIBA un concetto tragicomico che purtroppo esiste

La disfatta della Serbia a Belgrado è ancora fresca, freschissina, e il sito mozzartsport.com riporta un’intervista al simbolo di questo fallimento, il ct Igor Kokoskov. Ecco alcune sue dichiarazioni

La disfatta della Serbia a Belgrado è ancora fresca, freschissina, e il sito mozzartsport.com riporta un’intervista al simbolo di questo fallimento, il ct Igor Kokoskov. Ecco alcune sue dichiarazioni.

SULLE VOCI DI CONFLITTI NELLO SPOGLIATOIO

«Nessun conflitto dentro lo spogliatoio. E’ difficile accettare certe notizie, che non fanno altro che istigare un giocatore contro l’altro».

SULLA PREPARAZIONE

«Per molto tempo ho avuto di fatto tre giocatori. Non abbiamo fatto allenamenti cinque contro cinque prima delle amichevoli. Non abbiamo mai avuto 12 giocatori, mai affrontata una gara con tutti gli elementi pronti a scendere in campo. Noi si pregava per averne 10, non 12».

SULLA GARA

«A volte si perde fiducia in sè stessi, si ha paura, mentre qualcun altro cerca di sobbarcarsi troppe responsabilità. Se il leader della squadra non si presenta, fisicamente o mentalmente, se non è in gara, gli altri possono essere un po’ spaventati. Mancanza di fiducia? Sì. Paura? Sì. Soprattutto se poi a livello psicofisico non sei preparato. E noi non eravamo preparati».

SU NIKOLA JOKIC

«Dobbiamo essere furbi. Non possiamo crocifiggerlo. Non lo aiuterebbe certo a sentirsi più vicino a questa nazionale. E’ il miglior giocatore del mondo, ovvio che ci sia mancato, ma ci sono ragioni oggettive da cui partire. Dovremmo essere tutti più intelligenti, anche perché la Nazionale non è un obbligo, ma un piacere».

SULLE FINESTRE FIBA

«Abbiamo ruotato 31 giocatori. Mi sento davvero impotente, non ho continuità, né materiale, né tempo. Queste finestre sono un concetto tragicomico che purtroppo esiste. Per non parlare del lavoro estivo, dove avevamo un concetto ancora più divertente, zero tempo con zero opportunità di lavoro. Mi sento impotente come allenatore perché non so come aiutare questa squadra».

Fonte: 4sedam.rs.

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