È mattina negli Stati Uniti e iniziano a emergere le prime conseguenze dello stop di Jimmy Butler in casa Golden State Warriors.
A SportsCenter, Shams Charania ha spiegato che a Butler è stata diagnosticata la rottura del legamento crociato anteriore (ACL) e che l’infortunio è stagionale: la sua annata è finita e i tempi di recupero guardano “al prossimo anno solare”. Secondo Charania, la notizia “spezza” le speranze dei Warriors di puntare al titolo attorno a Stephen Curry, proprio mentre la squadra stava attraversando il suo miglior momento: quattro vittorie di fila e 12 successi nelle ultime 16.
Il giornalista ha sottolineato anche l’impatto avuto da Butler da quando è arrivato a Golden State: con lui, i Warriors hanno avuto una percentuale di vittorie pari a .676 dal febbraio scorso e, in questa stagione, Butler stava vivendo una delle sue annate più efficienti in NBA. Charania lo inserisce in un gruppo ristretto di giocatori capaci di combinare almeno 20 punti a partita con assist e un rapporto assist/palle perse di 3 o più, accanto a Nikola Jokic, Shai Gilgeous-Alexander e Jamal Murray. Con Butler che compirà 37 anni in estate, si apre inoltre un capitolo di interrogativi sul suo futuro, considerando una riabilitazione lunga.
Per l’immediato, però, l’attenzione si sposta su Jonathan Kuminga. Charania descrive i Warriors pronti a rientrare sulle montagne russe del suo caso: senza Butler, il focus sarà “totalmente” su di lui e sulla scelta da compiere. Kuminga avrebbe chiesto una trade la scorsa settimana, nel primo giorno in cui era eleggibile per essere scambiato (15 gennaio), e — sempre secondo le fonti di Charania — il rapporto con Steve Kerr sarebbe “compromesso oltre ogni possibilità di riparazione”.
Il bivio, quindi, è netto: provare a ricucire e rilanciare Kuminga in campo, oppure cercare sul mercato una soluzione per restare competitivi senza Butler, perché la sua assenza viene definita un “buco enorme” nel roster. Charania indica due squadre interessate a Kuminga, i Dallas Mavericks e i Sacramento Kings, e si interroga su profili in grado di rispondere ai bisogni di Golden State: cita anche un nome come DeMar DeRozan come esempio di possibile incastro. In ogni caso, la conclusione è una: i Warriors stanno per scoprire, molto presto, quale direzione prenderà la loro stagione con Kuminga al centro della scena.





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