Gianmarco Pozzecco, ct di Italbasket, ha parlato così alla vigilia del match di domani sera con la Grecia per Eurobasket 2025.
«Prima di tutto ci manca tantissimo Achille Polonara, che non è con noi perché non sta bene. La sua assenza si sente, così come quella di Tonut: entrambi fanno parte della nostra famiglia. Quello che abbiamo costruito insieme in questi anni va oltre il semplice basket. Vorrei poi ringraziare Rossato: è stato con noi sin dal primo giorno e, pur sapendo che soprattutto nelle ultime settimane non avrebbe fatto parte della squadra, si è comportato da vero professionista, aiutandoci molto. Complimenti a lui, è un giocatore straordinario».
«Sono un po’ preoccupato perché negli ultimi giorni abbiamo avuto qualche problema con Ricci e Akele, che non si allenano da quando siamo arrivati a Cipro. Abbiamo inserito Thompson e Gallinari in ritardo e sapevamo che potevano esserci difficoltà. Ma il gruppo lavora duro fin dal primo giorno: mi fido dei miei giocatori, credo in loro».
SULLA GRECIA
«L’abbiamo affrontata pochi giorni fa. Hanno un grande coach come Spanoulis e tanto talento. Sono molto competitivi e sappiamo che sarà una sfida dura, forse la più difficile del girone, ma saremo pronti. In quell’amichevole abbiamo perso senza che loro avessero tre giocatori importanti, ma ho piena fiducia nei miei ragazzi. Con Giannis ci siamo abbracciati a fine gara: stavo per saltargli addosso, poi mi sono fermato dicendogli che non ero in forma. È un ragazzo incredibile. Come fermarlo? Ho scherzato dicendo che un mio amico fa il cecchino e potremmo piazzarlo in cima all’arena (ride). In realtà è impossibile limitarlo, non ci riescono nemmeno in NBA, figuriamoci qui».
SU EUROBASKET
«Le squadre sono sempre più competitive. Il mondo sta cambiando, soprattutto nello sport. Ci sono differenze rispetto a quando giocavo ad Atene e a oggi: allora le formazioni realmente forti erano poche, sapevi che bene o male saresti arrivato fino in fondo. Oggi invece chiunque può battere chiunque. Non vale per tutti noi, forse solo per due o tre squadre che partono da favorite, come Serbia, Francia e Germania. Per le altre è molto più complicato. Ma questo è il nostro lavoro: dobbiamo alimentare i sogni dei nostri tifosi. Non posso certo dire che non facciamo parte delle squadre che possono puntare a una medaglia».





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