La Germani Brescia ha presentato domanda per partecipare alla Basketball Champions League 2026-2027: una scelta inattesa, che può cambiare profondamente futuro e mercato del club.
Dopo tre stagioni lontana dall’Europa, la società di Mauro Ferrari attende ora l’elenco ufficiale delle ammesse. Ma l’eventuale ritorno continentale apre già scenari nuovi.
La notizia della richiesta di iscrizione alla Basketball Champions League è arrivata venerdì, sul filo della scadenza, spiazzando l’ambiente bresciano. Per anni la linea era stata chiara: niente coppe, troppi costi e pochi ricavi, con tutte le energie concentrate sul campionato.
Ora, invece, la Germani Brescia si è messa in lizza per la prossima BCL, forte del secondo posto ottenuto nell’ultima regular season. Una posizione che, sulla carta, dovrebbe garantirle l’accesso alla stagione regolare a 32 squadre. L’elenco ufficiale delle ammesse è atteso tra lunedì e martedì.
La scelta avrebbe un impatto diretto sul mercato. Se il piano iniziale dello staff di Matteo Cotelli era quello di costruire un roster corto, in formato solo campionato, la Champions imporrebbe una filosofia diversa: rotazioni più ampie, almeno dieci giocatori veri, più qualità e probabilmente anche un assetto societario più strutturato.
La partecipazione europea aiuterebbe anche nelle trattative. Profili come DeVante’ Jones, Ike Iroegbu, Paris Lee e Glynn Watson erano complicati non tanto per una questione di budget, quanto per l’impossibilità di offrire una ribalta continentale. Con la BCL, il problema sarebbe risolto.
Sul mercato resta caldo il nome di Jarrod Uthoff, dato vicino, mentre sullo sfondo prende corpo la suggestione Marco Spissu, destinato a tornare in Italia dopo l’esperienza a Saragozza, ma non a Napoli. Nell’ottica di un roster più lungo piace anche Paul Biligha, centro italiano di 36 anni, reduce dalla stagione a Tortona e profilo utile per difesa, esperienza e status italiano.
Resta però l’ombra di Matiasic. Secondo le ricostruzioni citate dai quotidiani bresciani, la Fiba starebbe seguendo da vicino il rebus Trieste-Brescia-Roma. Il dialogo tra Mauro Ferrari e l’avvocato americano sarebbe ancora vivo, anche se l’eventuale accettazione della domanda di iscrizione alla Champions renderebbe impossibile qualsiasi cambio di titolo o spostamento della matricola di Brescia altrove.
Il quadro, dunque, è ancora fluido. Da una parte c’è una Germani che sembra pronta a tornare in Europa per conto proprio. Dall’altra restano indiscrezioni, scenari societari e una situazione da chiarire definitivamente. Le prossime ore saranno decisive.
Per Brescia la Champions non sarebbe solo una coppa in più. Sarebbe un cambio di identità: meno squadra corta, più profondità, più mercato, più ambizione.
Fonti: Bresciaoggi, Il Giornale di Brescia





Commenta
Visualizza commenti