Giorgos Bartzokas ha parlato in modo diretto e approfondito alla trasmissione “Big 4” di SPORT24, raccontando la pressione che sente su di sé: “Mi sento preso di mira, soprattutto da certa stampa legata alla tifoseria avversaria. Ormai sono io il volto dell’Olympiacos, non solo per il mio ruolo, ma per l’affetto che ho verso questo club da quando ero bambino. Questo dà fastidio. Ma ho la fortuna di lavorare in un ambiente dove sento totale supporto dalla dirigenza. Qui non c’è posto migliore al mondo per fare il mio lavoro.”
Su Nikola Milutinov, il coach ha usato parole piene di rispetto e affetto: “Non ho parlato direttamente con lui per il rinnovo, ma conosco il suo valore umano. Milutinov gioca con ‘filotimo’, è un serbo che incarna il significato di quella parola greca (dignità, onore e orgoglio, ndr). Si lega all’ambiente, gioca anche da infortunato, dà sempre tutto. È uno di quei giocatori con cui senti di combattere insieme ogni battaglia. È questo che cerchiamo.”
Più critico invece il giudizio su Filip Petrusev: “All’inizio abbiamo investito tanto su di lui, anche sul piano fisico e mentale. Ma quando è tornato Vezenkov, ha cambiato completamente atteggiamento. Non ascoltava, non si impegnava, guardava altrove. Mi dispiace, perché il talento c’è, ma serve la volontà. E qui teniamo solo chi vuole davvero far parte dell’Olympiacos.”
Infine, su un possibile arrivo di Vasilije Micic, Bartzokas è stato chiaro: “Micic è un fuoriclasse. Ma io cerco giocatori che vogliono essere qui, non che vanno convinti. Se un giocatore ha il dubbio, è già una sconfitta. Prendo quelli che vogliono restare, e che se sono fuori vogliono tornare. Quelli sono gli uomini su cui costruisci qualcosa di grande.”





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