Furio Steffè, l’allenatore che guidò la rinascita della Pallacanestro Trieste dopo il fallimento del 2004, ha analizzato il presente e il futuro del club in un’intervista a Il Piccolo. Per l’ex tecnico, il vero patrimonio del basket triestino resta la sua comunità.
«Ho visto una città soffrire, discutere e preoccuparsi, ma mai smettere di sentirsi parte della propria squadra: il legame è ancora molto forte», ha dichiarato Steffè, ricordando come nel 2004 non ci fosse solo da ricostruire una squadra, ma da restituire speranza a una città.
Sul tema delle proprietà straniere, Steffè non chiude la porta: «Non mi spaventano, se portano idee, competenze e una progettualità seria». Ma avverte: «Il denaro può comprare giocatori migliori, strutture migliori e organizzazioni migliori. Ma il denaro, da solo, non crea una cultura vincente».





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