Frank Vitucci, sul Gazzettino, ha parlato del suo addio a Treviso Basket al termine della scorsa stagione.
SULL’OCCASIONE IN ESTATE
«Si era presentata una possibilità in Grecia ma alla fine per vari motivi non se n’è fatto nulla. Confesso che mi è dispiaciuto, sarei andato volentieri perché sarebbe stata una bella esperienza. Ed in Italia da agosto le squadre sono ormai tutte a posto. Ma star fermi non è una situazione del tutto imprevedibile, ogni tanto può capitare: a me è successo di subentrare tre volte, a Scafati, a Torino e a Brindisi. In questi casi si sfrutta il tempo libero per aggiornarsi e magari fare qualcos’altro, io sono pure mental coach, figura molto diffusa e quasi inflazionata, non solo nello sport, anche se è naturale che la mia priorità resta il lavoro sul campo da basket».
SULL’ADDIO A TREVISO
«È stato un saluto un po’ brusco ma non per colpa mia, io sinceramente non ho capito il motivo: l’obiettivo salvezza era stato raggiunto, avevamo vinto i due derby con Venezia e gli scontri diretti con le squadre retrocesse. Certo, degli alti e bassi ci sono stati, però mi è sembrato che abbiano avuto maggiore peso i secondi che non i primi. Ad ogni modo bisogna anche guardare avanti no?».





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