Franco Marcelletti conosce molto bene sia Reggio Emilia sia Verona, avendo allenato entrambe in più fasi della propria carriera. Alla vigilia della sfida di domenica tra Tezenis Verona e Una Hotels Reggio Emilia, l’ex tecnico ha parlato a La Gazzetta di Reggio dei punti di forza delle due società e delle caratteristiche della partita.
«Sono due realtà bellissime, con una passione enorme per il basket, soprattutto Reggio Emilia. E non a caso Reggio è uno dei cardini della carta geografica della pallacanestro italiana», ha spiegato Marcelletti. L’ex allenatore ha poi sottolineato soprattutto la solidità societaria: «Sono due belle società, solide e organizzate con delle proprietà molto serie, molto affidabili che meritano di poter stare per tanti anni ancora e sono un’eccezione rara, puntano sui giovani e sugli italiani».
Marcelletti ha citato il nucleo italiano della Reggiana, con Uglietti, Severini, Visconti e Rossato, e quello di Verona con Zampini, Loro e Poser, tutti giocatori con responsabilità vere e non semplici elementi da rotazione. Parole importanti anche per Dimitris Priftis: «Non lo conosco personalmente, ma è un allenatore che anche l’anno scorso ha superato un momento difficile, mi dà l’immagine di una persona seria. La presidente Bartoli lo ha confermato perché da persona intelligente ha capito che uomo era».
Sul piano tecnico, Marcelletti individua in Verona una squadra particolarmente pericolosa a rimbalzo offensivo, soprattutto per la presenza di giocatori atletici come Menendez e Samuels. «Reggio Emilia deve essere attenta perché loro sono bravi a costruirsi secondi e terzi tiri». Infine, un passaggio su Nicolò Melli, lanciato da Marcelletti a 16 anni e mezzo: «Adesso, alla veneranda età di 35 anni, è un maestro nel tagliafuori», un esempio per i giovani su come incidere anche attraverso il lavoro sporco e i fondamentali.





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