EuroLeague Power Rankings 2026/27: dalla ventesima all’undicesima posizione

La stagione è pronta a partire: venti squadre, una profondità mai vista e pochissime certezze. Inizia il nostro Power Rankings di EuroLeague

La stagione è pronta a partire: venti squadre, una profondità mai vista e pochissime certezze. Sportando entra in gioco e come al solito dice la sua, con lo EuroLeague 2026-2027 Power Ranking. Dalla lotta per evitare il fondo fino alle porte della post season: buona lettura.

20. ASVEL Villeurbanne

A luglio sarebbe probabilmente stata molto più in alto. Poi l’estate dell’ASVEL si è trasformata completamente: alcuni degli acquisti più importanti sono usciti prima ancora dell’inizio della stagione e Tony Parker si ritrova all’esordio da allenatore con una squadra molto diversa da quella inizialmente immaginata.

La preseason ha aumentato i dubbi invece di cancellarli. Patty Mills e Jae Crowder portano esperienza, TyTy Washington talento, mentre Joel Bolomboy dovrà avere un impatto enorme vicino al ferro. Sulla carta qualcosa c’è, ma la sensazione è che debba andare quasi tutto per il verso giusto per evitare un’altra stagione nei bassifondi.

19. Baskonia

Il talento sul perimetro non manca e la Supercopa ha confermato che gli esterni possono reggere il livello, ma il problema è tutto ciò che viene dopo. Il roster appare corto, soprattutto vicino a canestro, e affrontare contemporaneamente EuroLeague, Liga e Copa del Rey con una rotazione limitata rischia di diventare presto un problema.

L’addio di Timothé Luwawu-Cabarrot ha tolto uno dei riferimenti della scorsa stagione e il mercato non ha prodotto il salto di qualità atteso. Paolo Galbiati dovrà trovare rapidamente equilibrio e continuità in una squadra che, ancora una volta, sembra costruita per vivere di fiammate più che di certezze.

18. Paris Basketball

Paris continua a seguire la propria strada: budget controllato, idee chiare, ritmo alto e ricerca di giocatori che possano rendere più di quanto dica il loro status iniziale. Nadir Hifi resta il centro del progetto e averlo trattenuto è certo stata la mossa più importante dell’estate.

Frank Ntilikina aggiunge fisicità e difesa, mentre Daeqwon Plowden e soprattutto il backcourt possono garantire serate di grande energia. Resta da capire quanto talento reale ci sia rispetto alla concorrenza e come Maxime Lefevre gestirà il debutto sulla panchina di EuroLeague. Ripetere le magie del primo Paris sembra complicato, ma ignorarla sarebbe pericoloso.

17. Virtus Bologna

La Virtus ha cambiato pelle e lo ha fatto abbassando contemporaneamente esperienza e disponibilità economica. L’era di Pajola, Shengelia e Clyburn è terminata e al loro posto sono arrivati giocatori giovani, atletici e con margini di crescita, ma con molto da dimostrare a questo livello.

Alex Mumbrù in EuroLeague cerca un posto al sole, e questa sarà probabilmente la vera speranza europea delle V nere. Wendell Moore Jr. e Derrick Alston Jr. dovranno alzare il proprio livello, mentre restano diversi interrogativi sull’equilibrio complessivo della squadra. Occhio a Trent Frazier. La Supercoppa ha mostrato che il gap dalle migliori, oggi, esiste.

16. Besiktas

Finalmente EuroLeague. Il Besiktas arriva nella massima competizione continentale senza la campagna acquisti faraonica vista da altre debuttanti negli ultimi anni e proprio per questo parte con aspettative molto più basse.

Dusan Alimpijevic è uno dei principali punti di forza. Nowell, Jeffries, Dotson e DeJulius offrono talento e fame, mentre Omoruyi può essere un innesto importante. Il grande punto interrogativo è l’adattamento di molti giocatori a un livello completamente diverso dalla EuroCup. L’ambiente di Istanbul aiuterà, ma servirà qualcosa in più per trasformare una squadra interessante in una vera candidata ai Play-In.

15. Bayern Monaco

Il Bayern continua a costruire senza partecipare alla corsa esasperata ai budget delle grandi. Duane Washington, MarJon Beauchamp, Johannes Thiemann e Austin Wiley hanno aggiunto qualità e atletismo, ma il vero “nuovo acquisto” potrebbe essere Rokas Jokubaitis dopo la stagione saltata per infortunio.

Molto passerà dalle sue mani. Il roster ha tiro, difesa e giocatori affidabili, ma non sembra avere la profondità offensiva delle squadre che puntano realmente ai playoff. Anton Gavel è molto considerato e arriva al grande salto con aspettative importanti: dovrà dimostrare che organizzazione e sistema possono colmare parte del gap individuale.

14. Partizan Belgrado

Squadra, e progetto, sempre difficile da leggere. Un dubbio che racconta bene il momento del Partizan, troppo talentuoso per essere considerato tra le peggiori ma con troppi interrogativi per essere inserito nella fascia playoff.

La traumatica fine della seconda era Obradovic pesa ancora sull’ambiente. Joan Penarroya ha cercato esperienza, leadership e maggiore stabilità, ma il roster appare meno ricco di nomi di primo piano rispetto al recente passato. Alessandro Pajola affronta inoltre la sua prima stagione lontano da Bologna. Per il Partizan il primo successo sarebbe tornare a parlare esclusivamente di basket.

13. Maccabi Tel Aviv

L’ennesima estate movimentata. Lonnie Walker IV è partito, Yam Madar è arrivato dopo una lunga vicenda di mercato e Bonzie Colson è tornato, ma l’acquisto che cambia maggiormente la struttura della squadra è Daniel Theis.

Il centro tedesco porta esperienza NBA, fisicità e una dimensione interna che mancava. Keaton Wallace aggiunge un’altra opzione sul perimetro e il livello individuale è sufficiente per pensare alla postseason. Resta però l’enorme variabile ambientale: giocare ancora lontano da Tel Aviv significa perdere uno dei vantaggi storici del Maccabi. In una EuroLeague così equilibrata potrebbe fare la differenza.

12. FC Barcelona

A Barcellona hanno deciso di cambiare davvero. Nuovo allenatore, nuova direzione tecnica, sei debuttanti in EuroLeague e una costruzione del roster molto diversa rispetto alla tradizione recente del club. E tanta confusione.

Gli addii di Xavi Pascual e Toko Shengelia hanno segnato l’estate, mentre il nuovo progetto punta molto su giocatori provenienti da percorsi differenti, compresa la NBA. Il potenziale non manca, ma assemblare tutto rapidamente sarà complicato. Il Barça ha ancora abbastanza talento per entrare nella postseason, ma per la prima volta da tempo non parte con lo status automatico di candidata alle Final Four.

11. Olimpia Milano

L’undicesimo posto racconta perfettamente il nuovo punto di partenza di Milano. Meno aspettative rispetto ad altre estati, ma un roster che sulla carta ha tutto per competere seriamente per i playoff.

L’era Shavon Shields è terminata, mentre Moses Wright porta quella presenza fisica e verticale che mancava da tempo. Alec Peters aggiunge esperienza e qualità, Garrison Mathews tiro e pericolosità immediata dal perimetro. Peppe Poeta ha molte soluzioni e una squadra profonda, ma proprio qui nasce il dubbio: Milano negli ultimi anni ha quasi sempre avuto roster considerati da postseason senza poi riuscire a tradurre il talento in risultati europei. E il play… Questa volta dovrà dimostrarlo sul campo.

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