Ergin Ataman in lacrime, ma nessuno sta segnando il basket europeo come lui

ergin ataman

Ergin Ataman non è mai stato un personaggio banale

Ergin Ataman non è mai stato un personaggio banale. Le sue panchine sono state teatro di sorrisi sfrontati, polemiche accese, dichiarazioni roboanti e trionfi che hanno cambiato la geografia del basket europeo. Ma il ritorno in patria dopo la finale di EuroBasket 2025 persa con la sua Turchia contro la Germania non ha avuto spazio per i gesti teatrali. Ataman è rientrato in lacrime, come il suo Paese, cullato per giorni dal sogno di un oro storico, svanito solo all’ultimo atto.

Allenatore dal 1996, Ataman aveva costruito una carriera di vittorie e di alti e bassi prima di diventare icona assoluta. Sino al 2018 aveva collezionato tre titoli turchi, una Saporta Cup con Siena, un’EuroChallenge con il Besiktas e un’EuroCup con il Galatasaray. Un palmarès già importante, ma che non raccontava ancora l’impronta che avrebbe lasciato sul basket continentale.

Dal 2018, infatti, è stato protagonista assoluto di un’epoca. Con l’Anadolu Efes ha firmato tre titoli nazionali e soprattutto due EuroLeague consecutive, scrivendo una delle pagine più luminose della storia del club. Poi il passaggio al Panathinaikos, dove ha vinto un campionato greco e riportato Atene sul tetto d’Europa con un’altra EuroLeague, la terza della sua carriera. In totale, cinque Final Four giocate da protagonista, sempre al centro della scena, sempre con lo sguardo di chi non ha paura di dire ciò che pensa.

Ataman è stato spesso sopra le righe, a volte eccessivo. Ha diviso, ha infiammato, ha esaltato e fatto discutere. Ma è proprio in quella personalità senza compromessi che risiede il segreto del suo impatto: più di ogni altro ha segnato l’ultimo decennio del basket europeo.

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