“Eravamo clamorosamente folli” – Gianluca Basile e la maglia azzurra su “Basketball&Conversations”

“Eravamo clamorosamente folli” – Gianluca Basile e la maglia azzurra nella prima puntata extra di “Basketball&Conversations”

È disponibile su sito, app e YouTube LBA, la prima puntata extra della seconda stagione di “Basketball&Conversations“, il format ideato e prodotto da LBA con Gianluca Basile nei panni del conduttore, incontrando giocatori e allenatori per una conversazione a 360° che ripercorre le loro esperienze personali di vita dentro e fuori dal campo da basket. Nei precedenti episodi Basile ha già intervistato Andrea Trinchieri, Nicolò Melli e Michele Vitali, Ettore Messina, Carlton Myers, Marco Belinelli, Jasmin Repesa e Stefano Tonut.

In questo episodio Gianluca Basile ha incontrato alcuni altri grandi protagonisti del passato e del presente della Nazionale Italiana, partendo dal CT Gianmarco Pozzecco, che ha anzitutto ricordato l’argento di Atene 2004: “Per qualificarci ai quarti dovevamo battere la Nuova Zelanda e la Cina, che escluso Yao Ming, erano decisamente battibili. Dall’altra parte del tabellone i nostri potenziali avversari potevano essere gli USA, la Lituania, la Grecia – che giocava in casa davanti a 25.000 scatenati – e Portorico. Con chi avresti voluto giocare (ride, ndr)? Ai tempi eravamo molto più forti di Portorico anche se avevano Carlos Arroyo e Daniel Santiago… Poi arriviamo in semifinale e giochiamo la partita della vita contro la Lituania… Io sono amico di Francesco Damiani che dice sempre “Il pugile che nessuno vorrebbe affrontare è quello folle” e noi eravamo clamorosamente folli”.

Marco Belinelli ha invece ripercorso le sconfitte in azzurro che lasciano ancora ferite: “Rimpianti tanti e vittorie poche… La parentesi Nazionale per me è tosta perché comunque ci ho sempre tenuto e non riuscire a vincere nulla e nemmeno ad andarci vicino sia con la squadra  guidata dalla vecchia guardia sia con la squadra che comprendeva tra gli altri Bargnani, Gallinari, Datome, Hackett, la lista è lunga ed è davvero pesante. Nel 2015, ad esempio, c’è stata la famosa vittoria contro la Spagna all’Europeo e poi affrontiamo la Lituania ai quarti e veniamo eliminati. Peccato però perché quella era una squadra davvero forte e quindi c’era davvero il desiderio di arrivare a medaglia. Anche io probabilmente ero più egoista che giocatore di squadra, anche io ho fatto dei tiri che non dovevo prendermi ma in quel momento me li sentivo. Il preolimpico del 2016? Quella è stata davvero difficile da digerire perché ci credevo, giocavamo in casa a Torino, un’atmosfera bellissima, il desiderio di andare alle Olimpiadi era grande.”

Con Stefano Tonut, invece, la memoria è tornata al trionfo nel Preolimpico del 2021: “Quella è stata un’esperienza clamorosa. Il nostro gruppo, alla fine, è stato sempre un po’ sottovalutato; quindi, partivamo sempre con pochi presupposti e meno pressione. Quell’anno andammo in Serbia, a giocarci il Preolimpico e ci credevamo in pochi. Ma quelli che c’erano comunque erano consapevoli che potevamo giocarcela fino alla fine. Individualmente venivamo un po’ tutti da moment positivi: io ero stato votato MVP del campionato, i giocatori della Virtus avevano appena vinto lo Scudetto mentre Fontecchio che stava andando alla grande in Eurolega e Melli che si portava dietro l’esperienza della NBA…poi giocare in Serbia contro di loro in un Palazzetto semipieno è stato stimolante”.

Uno dei protagonisti azzurri a Tokyo 2020 è stato anche Michele Vitali: “Quella fu una estate super per me a partire dal mio matrimonio. Un insieme di emozioni incredibili di cui forse la atmosfera del villaggio olimpico è stata la esperienza più bella perché ho realizzato il mio sogno da bambino. Cammini e vedi Rudy Fernandez, Novak Djokovic in mensa: mi ricordo che con Moraschini lo aspettammo per farci una foto con lui. Poi una cosa bellissima, per quanto banale possa essere, era la sala pesi, perché ogni sportivo si allenava in modo diverso e c’era un grande rispetto l’uno per l’altro, pur senza conoscersi, davvero incredibile.  Mi vengono ancora i brividi riparlando di quell’estate”.

Nicolò Melli ha invece ricordato, tra i vari aneddoti, la sconfitta nei quarti di finale di EuroBasket 2022: “La nostra grandissima occasione è stata negli ultimi Europei contro la Francia. Ci siamo complicati la vita perdendo con l’Ucraina ai gironi e incrociamo quindi Serbia e Francia. Contro quest’ultimi, bastava che gli arbitri non fischiassero tecnico a Spissu per flopping e chiamassero fallo in attacco a Gobert (ma fa parte del gioco) e noi avremmo giocato la semifinale contro la Polonia che aveva eliminato la Slovenia. Mia moglie non sapeva cosa fare dopo la nostra sconfitta con la Francia perché mi vedeva vuoto. Ci avevano dato cinque giorni di riposo e siamo andati io, mia moglie e nostra figlia in montagna. Se c’era un attimo di silenzio, iniziavo a piangere, anche a distanza di giorni. È stata una delusione enorme ma ci siamo anche divertiti come dei matti: eravamo una banda di scalmanati e giocavamo dicendo: “Adesso facciamo ballare a tutti la samba”. Ci divertivamo in una città meravigliosa come Berlino: eravamo sempre in giro in monopattino, era tutto bello e sarebbe stato giusto che anche quel gruppo fosse passato alla storia”.

Bologna, 31 luglio 2025

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