L’avvento del NIL (Name, Image and Likeness) ha rivoluzionato il basket NCAA, permettendo ai giocatori universitari di guadagnare cifre sempre più fuori mercato tramite contratti di sponsorizzazione. Questo cambiamento ha provocato una vera e propria emorragia di talenti dall’Europa, con i club del Vecchio Continente – in particolare Real Madrid e Barcellona – impotenti di fronte a offerte milionarie per giovani poco più che diciottenni.
Secondo Marca, i due colossi spagnoli avrebbero persino discusso l’ipotesi estrema di chiudere le rispettive ‘cantere’, vista la difficoltà nel trattenere i migliori talenti. Ragazzi come Kasparas Jakucionis (Illinois, verrà scelto al primo giro nel prossimo Draft NBA), lo stesso Dame Sarr, Ismaila Diagné, Jan Vide, Egor Demin (altra lottery pick del Draft 2025, talentuoso atleta russo ex Real Madrid) e prossimamente Sidi Gueye, hanno lasciato o stanno per lasciare l’Europa attirati da guadagni esorbitanti. Secondo il reporter, Demin avrebbe guadagnato tramite NIL quanto una stella come Facundo Campazzo.
Impossibile competere. In questo scenario, i club si chiedono se abbia senso continuare a investire su ‘cantere’ che generano giocatori pronti a partire appena maggiorenni.
Real e Barcellona starebbero anche pensando di destinare alla prima squadra le risorse originariamente destinate alla crescita dei ragazzi.
La FIBA ha reagito introducendo l’obbligo di una “Carta di Autorizzazione” per i ragazzi che lasciano l’Europa in direzione NCAA, per avere più controllo su destinazioni, condizioni contrattuali e disponibilità con le nazionali. Anche in Spagna si sta lavorando con il CSD per creare una Lega con delle squadre B dei club di ACB, dove i giovani possano giocare con continuità.





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