Ognjen Dobrić, capitano della Crvena Zvezda, è stato ospite del podcast 6.75, affrontando diversi temi legati alla sua squadra e alla stagione appena conclusa.
“Il sistema di Obradović potrebbe funzionare con più tempo”
Secondo Dobrić, uno dei principali problemi della gestione di Saša Obradović è stato il modo in cui il tecnico cercava di trasferire ai giocatori la propria enorme conoscenza del basket.
“Saša sa davvero tantissimo di pallacanestro, la guarda da tutti i possibili punti di vista e sono convinto che possa trovare una soluzione a qualsiasi problema cestistico.”
Il problema, secondo il capitano, era riuscire a trasformare tutta questa conoscenza in indicazioni semplici da applicare sul campo:
“I giocatori non possono guardare la pallacanestro con i suoi occhi, perché lui vive praticamente 24 ore su 24 di pallacanestro. Non tutti riescono a seguirlo.”
Dobrić ritiene comunque che il sistema di Obradović avrebbe potuto funzionare con maggiore continuità:
“Penso che il sistema di Saša potrebbe funzionare se avesse abbastanza tempo, ad esempio due o tre anni con la stessa squadra.”
La gestione delle rotazioni
Il capitano ha parlato anche del malcontento di alcuni giocatori per la gestione delle rotazioni.
“Molti giocatori non erano contenti perché Saša li toglieva dal campo proprio nei momenti in cui stavano giocando bene.”
Secondo Dobrić, Obradović tendeva a seguire il piano preparato prima della partita:
“Quando prepara una partita, sembra quasi che costruisca uno schema di come dovrebbe andare, chi giocherà e in quale momento. A volte sembra seguire più quel piano che ciò che sta succedendo in campo.”
Dobrić precisa però che non si trattava di una volontà di penalizzare i giocatori, ma della conseguenza della forte convinzione dell’allenatore nella propria idea di gioco.
“Mettere da parte Motiejunas è stato un errore”
Uno dei passaggi più netti dell’intervista riguarda Donatas Motiejunas.
“Donatas ci ha praticamente fatto svoltare la stagione. Poi sono tornati Bolomboj e Rivero e ci siamo ritrovati con quattro centri, più Odjeleye. Saša ha deciso di mettere da parte Motiejunas e penso che sia stato un errore.”
Dobrić ritiene che il lungo lituano fosse ancora una pedina importante:
“Credo che nemmeno Donatas se lo aspettasse, perché aveva avuto un ruolo importante e conosceva bene il sistema di Saša. Era un elemento molto importante per noi.”
Il rapporto con Obradović
Nonostante le divergenze sulle scelte cestistiche, Dobrić racconta di aver mantenuto un rapporto costruttivo con l’allenatore.
“Saša e io parlavamo spesso e generalmente erano conversazioni costruttive. Cercava di trovare il modo migliore per approcciare i giocatori.”
Il capitano aveva anche il compito di fare da collegamento tra lo staff e lo spogliatoio:
“Gli dicevo alcune cose, lui mi ascoltava, ma alla fine rimaneva comunque fedele al suo sistema e alla sua politica.”
Teodosic, il nuovo ruolo nella Crvena Zvezda
Dobrić ha poi parlato molto positivamente del nuovo incarico di Miloš Teodosić, suo ex compagno di squadra, diventato una figura importante dell’area sportiva del club.
“A Miša questo lavoro è calzato a pennello. Si è completamente immerso nel ruolo.”
Secondo Dobrić, Teodosić aveva già mostrato queste caratteristiche durante la sua carriera:
“Anche quando era giocatore organizzava riunioni, parlava e si occupava di queste cose. Questo è praticamente il lavoro ideale per lui.”
E il suo enorme nome nel basket europeo rappresenta un ulteriore vantaggio:
“Ha un nome enorme nel basket europeo e quando ti chiama Miloš Teodosić è subito una storia diversa. Penso che la Zvezda abbia fatto davvero un grande colpo.”
Il caso Teodosic con la Nazionale
Infine, Dobrić ha ricordato anche il momento in cui Svetislav Pešić decise di non convocare Teodosic per una grande competizione con la Serbia.
Raccontando ciò che accadde durante un allenamento a Stara Pazova, Dobrić ha spiegato che Teodosic si era innervosito per una situazione tattica e che successivamente aveva lasciato il ritiro.
“Ci siamo svegliati verso le quattro e ho visto il messaggio di Miša nel gruppo. Nessuno immaginava che tutto potesse andare in quella direzione. Poi non è più tornato. Se n’è andato mentre dormivamo.”
Dobrić ha concluso:
“Non so davvero cosa sia successo tra loro due. Purtroppo, è così che è finita la sua storia con la Nazionale.”
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