Nel 2026, con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, lo sport torna al centro non solo per le gare ma per il suo impatto su media e ricavi. L’analisi di MF mette a fuoco il tema decisivo dei diritti audiovisivi: chi trasmette, a quali condizioni, e con quali effetti su concorrenza e accesso del pubblico in un ecosistema ormai dominato da piattaforme digitali e abbonamenti multipli.
Il modello “generalista” del passato è superato: oggi la fruizione è spesso frammentata tra tv tradizionale, streaming, app e pacchetti diversi, con lo stesso evento distribuito su più canali. In parallelo, i diritti sono diventati una fonte centrale di entrata per leghe e club (soprattutto nel calcio), ma l’articolo avverte sul rischio di spingere troppo i prezzi e ridurre il pubblico nel medio periodo.
Nel nuovo scenario entra anche l’intelligenza artificiale, dalla gestione dei palinsesti alla profilazione degli utenti e alla pubblicità mirata: un’opportunità per valorizzare i contenuti, ma anche un fattore che può rendere l’offerta più dispersiva e cara. Sullo sfondo resta la funzione sociale dello sport: pay-per-view e abbonamenti multipli aprono un tema di accessibilità, specie durante i grandi eventi.
A livello europeo viene richiamata la direttiva sui servizi di media audiovisivi (2010/13 modificata da 2018/1808), che tutela la trasmissione in chiaro degli “eventi di particolare rilevanza per la società”, mentre le norme sulla concorrenza mirano a evitare posizioni dominanti. In Italia il confronto riguarda una possibile revisione del quadro basato sul Decreto Melandri (d.lgs. 9/2008), pensato per una tv lineare, con l’idea di maggiore flessibilità e anche ipotesi di esclusiva sotto vigilanza delle autorità (Agcom e Agcm).
Capitolo a parte la pirateria, che sottrae risorse al sistema: strumenti di blocco come il piracy shield vengono citati come risposta, ma con interrogativi su efficacia, costi e tutela dei diritti degli utenti. La conclusione è un equilibrio delicato: valore economico vs interesse pubblico, innovazione vs accessibilità. E Milano-Cortina 2026 diventa il banco di prova, con il servizio pubblico indicato come snodo per garantire eventi “patrimonio condiviso”.
MF (Milano Finanza)





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