Intervistato da Alessandro Gallo per Il Resto del Carlino Bologna, Dino Meneghin ha ricordato l’amico e compagno di Nazionale Marco Bonamico.
Queste alcune delle parole di Meneghin: “Piccola premessa: quando ho saputo della scomparsa di Marco è stato come ricevere un pugno in mezzo allo stomaco. Sono rimasto senza fiato. Vedo che si esagera nel chiamarlo ‘Marine’. Non vorrei che, con questo soprannome, passasse
l’idea di un ragazzo che in campo sapeva solo lottare. Ma non fosse in possesso dei fondamentali e di tanta classe. Marco mi piaceva proprio.
Perché in campo era uno come me. Non si arrendeva mai. Me lo vedo ancora giovanissimo, nel 1976. Entra, con i suoi 19 anni, contro la mia Varese, e marca benissimo Bob Morse. Non uno qualunque. Il miglior tiratore del campionato. Marco, però, mi piaceva anche fuori. Era nel gruppo dei più giovani, ma era sempre gentile ed educato. Sapeva accettare gli scherzi, sapeva ricambiarli. Poi diventava anche un piacere conversare con lui, perché non era mai banale. Anzi, brillante, curioso”.





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