De Raffaele: “Con Pesaro sarà importante l’impatto fisico”

De Raffaele: “Con Pesaro sarà importante l’impatto fisico”

"L’attenzione dovrà essere messa su ciò che non abbiamo fatto bene nell’ultima partita"

Domenica la Taliercio di Mestre alle ore 17:10 l’Umana Reyer sarà impegnata del terzo turno di campionato contro la VL Pesaro guidata da Jasmin Repesa. Nella consueta videoconferenza del venerdì coach Walter De Raffaele analizza le insidie del match:

“Non dobbiamo fare l’errore di confondere Pesaro con la squadra degli ultimi due anni il riferimento alla struttura tecnica del roster attuale. È certamente una compagine con valore e qualità con nomi anche importanti non solo Filloy, che conosciamo bene, ma anche altri stranieri di livello. Difatti nelle due prime partite di campionato, nonostante le sconfitte, hanno disputato ottimi match con Sassari in casa e fuori a Cantù rimanendo anche davanti nel punteggio e giocandosela fino in fondo. Sarà importante giocare con un impatto fisico subito deciso, dovremo stare attenti specialmente alle caratteristiche dei nostri avversari. In generale Pesaro è costruita con molta intelligenza ed è equilibrata: ha un riferimento interno come Cain, hanno esterni eccellenti come Delfino e Massenat e spesso muovo il giovane Drell nel ruolo di tre anche se è un giocatore di taglia grande. Possono contare un play come Robison con ottime qualità di palleggio e anche di realizzazione come ha già fatto vedere nelle partite precedenti. Nello spot di quattro gioca Filipovity che ha propensioni a rimbalzo d’attacco. L’attenzione dovrà essere messa su ciò che non abbiamo fatto bene nell’ultima partita. Tutte le partite di Serie A vanno giocate con grande tensione e concentrazione”.

Sulle condizioni fisiche della squadra.

“Ieri abbiamo avuto, alla fine dell’allenamento, una distorsione alla caviglia per Stefano Tonut. Verrà rivalutata adesso, ma non dovrebbe essere nulla di grave. Mentre Julyan Stone si è fermato con un problema alla schiena, probabilmente salterà l’allenamento di oggi e domani, ma per la partita di domenica dovrebbe esserci. Vidmar, invece, ha i soliti problemi al ginocchio post partita, ma questa purtroppo per lui è una norma. Per tutti gli altri giocatori nulla d’importate da segnalare”.

La partita di Belgrado con il Partizan.

“La sfida nel primo tempo è stata in grande equilibrio. Appena rientrati dall’intervallo lungo abbiamo iniziato bene avendo un buon impatto difatti fino al 25’ la partita era aperta e in parità. La verità che abbiamo risposto alla grande fisicità degli avversari per trequarti di gara. Questo aspetto è mancato quando abbiamo subito un paio di canestri e a questo livello con una contendente come il Partizan, lasciare che cinque minuti di gioco diventino un solco poi risulta decisivo. La cosa che non avrebbe dovuto succedere è il fatto poi di continuare a lasciare che Belgrado avesse l’inerzia. Ha condizionato molto anche l’assenza di Austin Daye -ha giocato pochi minuti a causa dei falli- perché ha cambiato il piano partita, ma comunque non è una giustificazione. Penso che l’errore più grande sia stato, al di là della parte tecnica dei rimbalzi elemento fondamentale per dare secondi possessi agli avversari, proprio quella di non aver risposto fisicamente negli ultimi 15 minuti di gara. Poi va detto che il Partizan aveva una certa pressione perché come sempre a Belgrado ci sono aspettative molto alte e non poteva permettersi un’altra sconfitta”.

Sul pubblico al Taliercio forse per l’ultima volta.

“Viviamo abbastanza alla giornata perché ogni momento cambiano le cose. Da parte nostra va il ringraziamento a tutti quelli che vengono al palazzo. Il fatto poi che in futuro potrebbe cambiare la situazione e non avere più il pubblico è un dispiacere enorme. Alla fine rimane uno spettacolo, però dall’altra parte il contagio ha avuto un aumento. Credo però sia stato dimostrato quanto il nostro club, con la dovuta organizzazione e le dovute precauzioni, è in grado di poter far assistere parzialmente all’evento gli appassionati senza rischi, rispetto ad altre situazioni che si vedono e si vivono, dove il rischio è ben più alto”.

 

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