Dante Maddox jr ha parlato con cincinnati.com al termine della sua positiva Summer League con la maglia dei Philadelphia 76ers.
La guardia sperava di ottenere più spazio nella sua ultima stagione al College, con Xavier.
“Volevo che quella stagione (2024-25 a Xavier) mi mettesse nella condizione di poter lottare per i miei sogni e giocare in NBA”.
Invece, nonostante alcuni momenti importanti, il giocatore ha avuto un ruolo limitato, con appena 18 minuti a partita.
“Non è stato l’ideale. Non era quello che pensavo sarebbe successo all’inizio. È stato sicuramente difficile, ma questa è la vita: le cose non vanno sempre come previsto. Ho cercato di sfruttare al massimo la situazione e penso di aver fatto il meglio possibile.”
Mentre alcuni suoi ex compagni e amici ricevevano inviti per la NBA Summer League 2025, Maddox guardava le partite dal divano di casa.
“Quelle squadre non erano interessate a me. Sentivo di non aver avuto l’opportunità di mostrare la mia versione migliore e di far vedere al mondo cosa potevo fare. Avevo bisogno di una situazione in cui potessi giocare liberamente e capire quanto potevo realmente valere.”
La risposta è arrivata oltreoceano:
“Sono riuscito ad andare in Europa e sono tornato qui con un premio di MVP.”
Un’esperienza che, secondo Maddox, lo ha aiutato anche fuori dal campo:
“Penso che mi abbia reso una persona migliore e un individuo più maturo e completo.”
In BNXT Maddox Jr ha messo insieme medie di 24.3 punti, 5.7 rimbalzi e 2.8 assist, tirando con il 52% dal campo, il 44% da tre e l’87% ai liberi.
Il momento in cui ha indossato per la prima volta la maglia dei Philadelphia 76ers gli ha permesso di guardare tutto il suo percorso con una prospettiva diversa.
“In 12 mesi dal divano di casa alla Summer League NBA….È stato un momento ‘wow’. Ricordavo bene la frustrazione e la delusione di 365 giorni prima, quando ero seduto a casa”, ha raccontato Maddox. “Quando ho indossato per la prima volta quella maglia, mi sono guardato allo specchio e ho ripensato a quel momento sul divano, quasi un anno prima, quando ero semplicemente lì a guardare le partite. Vedere chiudersi il cerchio è stata una sensazione incredibile….Essere un Maddox è qualcosa che rappresentiamo tutti con orgoglio. Solo il duro lavoro ha permesso a ogni generazione della mia famiglia di riuscire a raggiungere qualcosa in più. Questa mentalità è stata inculcata in me fin dal giorno in cui sono nato. Non ho mai avuto davvero scelta: dovevo lavorare duro e cercare di essere la versione migliore e più produttiva di me stesso.”





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