Dan Peterson: Mercato Olimpia Milano? Voglio un play vero, non una combo

Olimpia Virtus Dan Peterson
Dan Peterson, Dan Peterson Night EA7 Emporio Armani Olimpia Milano - Umana Reyer Venezia LBA Legabasket Serie A UnipolSAI 2022/2023 Milano, 02/04/2023 Foto Claudio Degaspari // Ciamillo-Castoria

Dan Peterson era uno dei grandi ospiti all’evento organizzato da Il Foglio a San Siro nella giornata di ieri

Dan Peterson era uno dei grandi ospiti all’evento organizzato da Il Foglio a San Siro nella giornata di ieri. Queste le sue parole trascritte da Pianetabasket.

Sulla stagione

«Hanno già vinto la Supercoppa, la Coppa Italia. Ma quello che conta è lo Scudetto. Se non vincono lo Scudetto, nessuno ricorderà degli altri due trofei. Hanno possibilità, sono al terzo posto, se passano i quarti in semifinale o prendono Brescia, o la Virtus, in questo momento, che pure ha qualche problema»

Sulle dimissioni di Ettore Messina

«Il cambio di panchina a metà stagione è sempre un trauma. Poeta viene gettato nella mischia senza riscaldamento, con una squadra che non ha scelto lui. Vediamo cosa potrà fare. Sono tifoso di Poeta, lo dico apertamente: allenatore moderno, una persona solare che trasmette fiducia e positività alla squadra. Ci vuole questo. Sono i giocatori che devono reagire».

Sulle voci di mercato

«Non mi piace leggere le notizie sui giornali: “L’anno prossimo arriva Thompson”. Giochiamo questo anno qui, parliamo dell’Olimpia dell’anno prossimo a fine campionato. Quando allenavo, io dicevo: “No, questa è la nostra squadra, ne parliamo a fine anno”. Non è colpa dell’Olimpia, è la stampa che sa tutto. Al tempo di oggi non ci sono più segreti”»

Sul flop di EuroLeague

«Armani ha un budget impressionante, ma Barcelona uguale, Real Madrid, Panathinaikos, Olympiacos, le turche. C’è una grande concorrenza per il budget più dispendioso. Ovviamente, questo anno che viene la gente diventa esigente, vuole vedere le scelte. Voglio vedere prima di tutto un playmaker con una P maiuscola. Non una combo. C’è un detto in America: se il tuo playmaker fa 20 punti di media, non hai un playmaker. Uno che faccia girare la squadra: se trovano questi giocatori possono fare grandi cose. A mio avviso conta più la persona. Quelli che vogliono sputare sangue per la maglia che portano. Voglio vedere la gente buttarsi per terra».

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