In un mondo ideale il futuro del basket europeo dovrebbe passare da una collaborazione tra EuroLeague e NBA. È questo il messaggio lanciato dal CEO di EuroLeague Basketball, Chus Bueno, durante un’intervista rilasciata a StreamTime Sports, nella quale ha affrontato i temi più caldi del momento: il progetto NBA Europe, la trasformazione della competizione in un sistema di franchigie e i piani di espansione.
L’ex dirigente NBA, dove ha lavorato per 13 anni, non vede la lega americana come un nemico, anzi. Al contrario, ritiene che una partnership rappresenterebbe la soluzione migliore per tutto il movimento.
“Se avessimo due leghe una contro l’altra dovremmo competere. Ma questo porterebbe alla frammentazione del mercato. La frammentazione non solo riduce il valore, ma crea anche attriti. Credo sia una responsabilità di tutti provare ad evitare una situazione del genere .”
Bueno ha illustrato il progetto già approvato all’unanimità dal Board di EuroLeague: trasformare le attuali licenze pluriennali in vere e proprie franchigie e ampliare gradualmente il campionato fino a 24 squadre.
Tra i mercati ritenuti strategici figurano città come Londra, Roma e Berlino, oltre ad altri grandi centri potenzialmente in grado di attrarre investitori grazie alla stabilità garantita dal modello franchigia.
Secondo il CEO, il valore della competizione è oggi stimato intorno agli 1,4 miliardi di euro, con le nuove franchigie che potrebbero generare importanti ricavi attraverso le quote d’ingresso.
Pur riconoscendo che il progetto NBA Europe stia procedendo, Bueno ritiene che la strada migliore sarebbe costruire una nuova lega partendo dalla struttura già esistente di EuroLeague.
“La scelta migliore per la NBA sarebbe quella di trovare un accordo con EuroLeague e poi andare insieme sul mercato a raccogliere nuovi investimenti. Avresti già i migliori club, i marchi più forti, le città principali e una base di tifosi consolidata.”
Secondo il dirigente lanciare una competizione completamente nuova comporterebbe rischi elevati.
“Partire da soli significherebbe affrontare molti più rischi e molta più incertezza. Non hanno ancora le squadre, non hanno ancora le città e in alcuni mercati manca anche una base di tifosi.”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda l’interesse già manifestato dagli investitori.
Bueno ha rivelato che oltre venti gruppi hanno già espresso la volontà di acquistare una delle future franchigie EuroLeague, con valutazioni vicine ai 100 milioni di euro ciascuna.
“Il mercato ha validato il nostro piano. Oggi abbiamo più di venti soggetti interessati a ottenere una delle nuove franchigie e disposti a investire circa 100 milioni.”
Secondo il CEO, il basket europeo è ancora fortemente sottovalutato dal punto di vista commerciale.
“Siamo il secondo sport per popolarità in Europa, ma rappresentiamo meno del 2% del mercato dei diritti media. È qui che esiste il più grande margine di crescita.”
Per questo motivo EuroLeague lancerà a settembre una nuova piattaforma digitale diretta ai tifosi, con streaming, ticketing, merchandising, fantasy game e altri servizi, con l’obiettivo di monetizzare direttamente la propria fanbase.
Nonostante oggi i modelli proposti da EuroLeague e NBA siano differenti, Motiejūnas continua a sperare in una convergenza.
“Non siamo ancora a quel punto. Dovremo sederci al tavolo ancora molte volte e entrambe le parti dovranno essere flessibili. Ognuno però dovrà essere risposto a rinunciare a qualcosa”
Il CEO conclude ribadendo che il mercato continua a credere nella forza del marchio EuroLeague, ma che una collaborazione con l’NBA rappresenterebbe comunque lo scenario ideale per accelerare la crescita del basket europeo.
“Se possiamo massimizzare questa opportunità insieme all’NBA, allora facciamolo. Ma tutti insieme, partendo dall’ottima base di EuroLeague.”





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