Chris Horton, su La Nuova Venezia , analizza così il successo del fine settimana con Pallacanestro Cantù: «È stata una partita dove non abbiamo giocato bene in difesa – ha ammesso l’ex centro di Trapani -. Siamo riusciti a vincere il confronto a rimbalzo, trovando le giocate giuste nell’ultima parte del confronto. È vero che la Reyer ha realizzato 61 punti nei primi due quarti, ma sono troppi i 51 subiti. Ci siamo disimpegnati meglio a livello difensivo nella terza frazione, portiamoci a casa questa vittoria».
Sul suo percorso personale: «Nei primi mesi ho dovuto calarmi in un nuovo contesto, nuovi compagni e nuovo sistema di gioco. Già nelle ultime partite prima della sosta credo di aver ritrovato il mio ritmo, sono un giocatore che riesce ad adattarsi ai contesti in cui mi calo. A volte mi serve più tempo, a volte ne impiego di meno, la pallacanestro è fatta di aggiustamenti e di adattamenti. Devo sempre lavorare perché si può sempre migliorare. Credo che sia fondamentale arrivare al top nella parte finale della stagione che non all’inizio».
Sugli ultimi minuti con il ritorno di Cantù: «Non dico che ci siamo rilassati sull’ampio vantaggio, ma dopo il grande sforzo compiuto per andare sul + 21, è stato fisiologico tirare un po’ il fiato. La pallacanestro, però, è uno di quegli sport che non puoi farlo perché finché non suona l’ultima sirena una partita non è mai finita, le squadre combattono per rimontare. Questa partita ci servirà da lezione».
Guardando alla trasferta di Eurocup: «Sarà una gara molto difficile. Ho già giocato in Grecia e so che impatto hanno i tifosi e l’ambiente. Se noi stiamo uniti, possiamo andare a vincere. Sappiamo che è una partita importante, dovremo giocare meglio in difesa rispetto a domenica, perdere meno palloni e di conseguenza gestire meglio il nostro attacco».





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