Charles Oakley perde la causa contro il Madison Square Garden

Un giudice federale ha stabilito che l’ex All-Star dei New York Knicks non ha fornito prove sufficienti per dimostrare di essere stato aggredito dalla sicurezza del Madison Square Garden nel 2017.

La disputa iniziata nel 2017

Oakley era stato ammanettato e arrestato dopo un alterco con gli addetti alla sicurezza durante una partita tra i Knicks e i Los Angeles Clippers, mentre si trovava vicino al proprietario James Dolan.

L’ex giocatore aveva inizialmente presentato diverse accuse contro MSG, quasi tutte respinte nel febbraio 2020. Dopo il ricorso, era rimasta in piedi soltanto quella relativa ad aggressione e percosse.

Il giudice: “Nessuna prova dell’aggressione”

Il giudice Richard J. Sullivan, della Corte distrettuale del Southern District of New York, ha stabilito che Oakley non ha prodotto prove sufficienti per sostenere la propria versione dei fatti.

Secondo la sentenza, i video ripresi da diverse angolazioni e le testimonianze dei presenti dimostrerebbero che Oakley aveva avuto la possibilità di lasciare il Garden, ma avrebbe invece reagito fisicamente e non sarebbe mai stato spinto a terra.

Madison Square Garden ha accolto con soddisfazione la decisione, sostenendo che le accuse fossero state portate avanti per anni senza fondamento.

L’avvocato di Oakley prepara il ricorso

Douglas Wigdor, legale dell’ex Knicks, ha contestato la decisione e sostiene che esistano versioni contrastanti dell’accaduto.

L’obiettivo della difesa è ora ottenere un nuovo esame del caso da parte della Second Circuit Court of Appeals e arrivare eventualmente a un processo davanti a una giuria.

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