Caso Vildoza, la volontaria Croce Rossa: “Sono scesa per spiegare, poi sono stata aggredita”

Luca Vildoza Virtus Olidata Bologna - Tezenis Verona Precampionato LBA 2025/26 Asolo, 03/09/2025 Foto Sergio Mazza / Ciamillo-Castoria

Emergono nuovi dettagli sul caso Luca Vildoza. Ecco l’intervista della volontaria della Croce Rossa a La Repubblica

Emergono nuovi dettagli sul caso Luca Vildoza. Il play argentino, arrestato e poi rilasciato per aggressione ad un pubblico sanitario, ora è già con la squadra a Lione. Intanto però ecco l’intervista alla volontaria della Croce Rossa che sarebbe stata aggredita da Vildoza.

Andiamo a leggere dunque una parte di quanto raccontato da Tiziana D’Antonio, la volontaria, a La Repubblica oggi in edicola.

“Io sono team leader soccorritore dell’ambulanza che era in servizio dalle 19.45. Siamo passati davanti al Palazzo dello Sport dopo la fine della partita di basket e ci avevano appena assegnato un codice giallo. Abbiamo fermato il mezzo in via Calori, con le 4 frecce, perché né io né l’autista dell’ambulanza sapevamo dove fosse la strada che dovevamo raggiungere. In quel momento abbiamo sentito il clacson e visto una Mercedes nera che voleva passare, come poi ha fatto. L’autista ci ha fatto il dito medio”, così inizia il suo racconto la volontaria della Croce Rossa.

Da lì poi sarebbe nato un inseguimento?: “No, abbiamo messo in moto perché avevamo trovato le indicazioni che stavamo cercando, con le sirene e i lampeggianti, la Mercedes che in quel momento era davanti a noi si spostava da destra a sinistra frenando la nostra andatura. Abbiamo persino rischiato di tamponarla. Al semaforo sui vali, siamo passati noi davanti ma lui ha accelerato, l’autista mi ha detto: «Non possiamo andare avanti così, finiamo per fare un incidente». Allora io ho detto: «Fermati un attimo, gli spiego che siamo su un’emergenza”.

A quel punto il play argentino sarebbe sceso dalla macchina: “Esatto, io sono 1 metro e 60 e peso 54 chili, ho 55 anni, lo dico perché è chiaro che fisicamente non sono molto minacciosa. Mi sono avvicinata al finestrino, lui ha tirato giù il vetro e ha cominciato a farmi segno con la mano che noi guardavamo il cellulare. Parlava in spagnolo, la ragazza che era con lui in inglese. Io gli ho detto in un inglese maccheronico: “We are on emergency”. A quel punto è sceso dall’auto”.

La volontaria racconta come abbia avuto paura in quel momento: “Quando ha aperto la porta mi ha attaccato al collo, mi ha alzato da terra, io ho cominciato a urlare, anche la donna alta e bionda che era con lui è scesa dalla macchina e mi ha tirato i capelli, avevo la coda, mi sono arcuata all’indietro. Gli altri volontari che erano con me hanno visto tutto, sono intervenuti, siamo riusciti a calmarli, nel frattempo i miei colleghi chiedevano l’intervento delle forze dell’ordine, io invece ho visto passare una pattuglia dei carabinieri e li ho fermati”.

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