Caso Robinson, l’avvocato VL Pesaro: Non hanno saputo perdere in campo, nè davanti alla corte

Caso Robinson, l’avvocato VL Pesaro: Non hanno saputo perdere in campo, nè davanti alla corte

Maurizio Terenzi, avvocato della VL Pesaro: Nel merito abbiamo detto che, da regolamento Fip, non ci sono sanzioni comminabili né si può fare chiaro richiamo all'analogia perché nel diritto sportivo non esiste

Maurizio Terenzi, avvocato della VL Pesaro, torna per il Corriere Adriatico sulla sentenza riguardante il “caso Robinson”: «fastidiosa, dopo la pronuncia della Suprema Corte, la veemenza dell’avvocato Cassì (collegato telematicamente), imbarazzante anche per il Collegio. A supporto della nostra tesi si sono associati sia la Federazione – presente e che ha assunto le stesse nostre difese – che la Procura Federale presso il Coni che, tramite il Procuratore, ha concluso chiedendo l’illegittimità e l’improcedibilità del ricorso presentato dalla Fortitudo e anche il rigetto nel merito. Per l’art. 54 del Regolamento di Giustizia, il Giudice dell’Appello si era pronunciato asserendo l’assenza di norme che potessero consentire sanzioni a carico della Vuelle e come tale si era pronunciato anche il Giudice Sportivo. Nel merito abbiamo detto che, da regolamento Fip, non ci sono sanzioni comminabili né si può fare chiaro richiamo all’analogia perché nel diritto sportivo non esiste».

E ancora: «Abbiamo la fortuna di avere un laboratorio che ci dà l’esito dei test il giorno stesso, lo abbiamo portato anche in Coppa Italia. Non ho capito questo attacco “beduino”, loro non hanno saputo perdere in campo e continuano a non saper perdere davanti alla Corte».

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