Il ritorno a casa e il legame con la storia
Il momento è ormai diventato simbolico. Il nuovo Pavillon della Arena di Cantù ha aperto le sue porte e alcune delle più grandi Leggende della storia biancoblù hanno avuto l’opportunità di calcare per la prima volta il parquet della nuova casa.
Un passaggio che per Roberto Allievi, presidente di Pallacanestro Cantù e figlio di Aldo Allievi, storico presidente degli anni d’oro, assume un significato particolare.
“Il presente è anche memoria. C’è sempre da imparare da chi ci ha preceduti e continua ad avere la voglia di raccontare qualcosa di nostro”, ha spiegato Allievi.
La presenza delle vecchie glorie all’interno del nuovo impianto rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice celebrazione del passato.
“La testimonianza delle nostre Legend nel Pavillon dell’Arena dovrà essere uno stimolo. Come lo è per me.”
Un’eredità che il presidente vuole trasformare in energia per affrontare una stagione che si preannuncia particolarmente complessa.
Un campionato completamente diverso
Allievi non nasconde le difficoltà che attendono Cantù. Il basket italiano si prepara infatti a una stagione profondamente diversa, caratterizzata dall’ingresso di nuovi investitori e da progetti economicamente molto ambiziosi.
“Sarà un campionato diverso, con valori ancora da scoprire. Ma di certo sotto il segno di grandi investitori che hanno deciso di scendere in campo.”
Il presidente guarda comunque con favore al ritorno di Roma in Serie A, soprattutto considerando la presenza di due squadre nella Capitale.
“Penso in maniera positiva del ritorno della capitale sul palcoscenico della Serie A. Non potrà che dare ulteriore risalto al movimento.”
Secondo Allievi, Roma rappresenta infatti un’opportunità anche dal punto di vista mediatico ed economico, grazie alla presenza delle principali televisioni, dei grandi gruppi editoriali e di nuovi investitori, anche internazionali.
“Cantù non avrà paura di nessuno”
In questo nuovo scenario, quale sarà il ruolo di Cantù?
La risposta di Allievi è netta.
“Non avremo paura di nessuno.”
Il presidente è consapevole che il club non può competere economicamente con le prime cinque o sei realtà del campionato, ma ritiene che Cantù possa comunque costruire una stagione importante.
“Non possiamo minimamente competere con i numeri delle prime cinque o sei squadre, ma anche in presenza di competitor così di livello ci prepariamo a una stagione di alta qualità.”
Davanti ci saranno realtà come Milano e Bologna, sempre ai vertici, una Venezia che continua ad aumentare il proprio budget, una Napoli che ha investito come mai prima e una Varese intenzionata a compiere un ulteriore salto di qualità.
Cantù, però, vuole giocarsi le proprie carte.
La nuova Arena come motore della crescita
Uno degli elementi più importanti sarà naturalmente il ritorno nella nuova casa.
Dopo dieci anni di esilio a Desio, Cantù è pronta a riappropriarsi del proprio impianto.
“Non sottovaluterei il fatto che torniamo a casa. Subito per gli allenamenti e poi per le partite, sarà di sicuro uno stimolo per fare bene.”
Allievi ha ringraziato Cantù Next, i suoi soci e Cantù Arena per il lavoro svolto per completare il progetto nel minor tempo possibile.
Ma l’Arena non rappresenterà solamente un ritorno simbolico. Per il presidente dovrà diventare anche uno strumento fondamentale per la crescita economica della società.
“La nuova Arena potrà anche generare il budget perfetto per crescere. Non sarà la prima stagione, magari. Ma nel breve-medio termine vedremo già i primi risultati.”
L’obiettivo è quindi costruire progressivamente una struttura economica più solida che permetta a Cantù di competere anche con i nuovi grandi investitori del basket italiano.
Un roster da costruire attorno alla storia di Cantù
La maggior parte del roster sarà composta da giocatori americani, molti dei quali non conoscono ancora realmente la storia della Pallacanestro Cantù.
Per Allievi, sarà compito della società trasmettere loro il significato di quello che sta accadendo.
“Dovremo essere bravi a trasmettere loro il valore di un ritorno a casa dopo dieci anni di esilio a Desio.”
L’auspicio è che i nuovi giocatori riescano a trasformare questo momento storico in una motivazione aggiuntiva.
Un ruolo importante potrà essere svolto anche dagli italiani presenti nel gruppo, che secondo il presidente avranno maggiore facilità nel comprendere la portata del ritorno nella nuova Arena.
Le Leggende e il passaggio generazionale
Uno dei momenti più emozionanti per Allievi è stato proprio il ritorno delle vecchie glorie all’interno del nuovo impianto.
“Mi fa un piacere dell’anima il fatto che loro si sentano parte della nostra storia e continuino a dimostrarlo ogni volta che li chiamiamo in causa.”
Il presidente ha ammesso di essere particolarmente colpito dall’affetto dimostrato dalle Leggende verso il club.
L’obiettivo è fare in modo che questa eredità venga trasmessa anche alle nuove generazioni, a partire dai giovani del Pallacanestro Cantù PGC, considerati una parte fondamentale del futuro della società.
Marzorati e il primo canestro della nuova Arena
Particolarmente simbolico è stato il primo canestro realizzato sul nuovo parquet da Pierluigi Marzorati, uno dei giocatori più rappresentativi della storia di Cantù.
“Lui è il simbolo della Pallacanestro Cantù degli anni d’oro e delle vittorie. Giusto che sia lui a guidare questo passaggio generazionale che arriva fino ai giorni nostri.”
Un’immagine perfetta per rappresentare il collegamento tra la Cantù del passato e quella che si prepara a vivere una nuova fase della propria storia.
Il retroscena: Allievi fu il primo a entrare nella nuova Arena
E poi c’è il retroscena più emozionante.
Quando è stato aperto il cancello d’ingresso che permetterà a giocatori e staff di accedere direttamente al Pavillon, il primo a provare il codice ed entrare sul campo è stato proprio Roberto Allievi.
“Vero. Tutto qui.”
Ma dietro quel gesto apparentemente semplice c’era un’emozione molto più profonda.
“Mi sono emozionato, perché negarlo. Sono arrivato lì in mezzo. Il parquet era ancora coperto e si intravedeva appena. I canestri invece erano già belli che montati e tutto attorno si procedeva con l’imbiancatura.”
In quel momento, Allievi è tornato con la memoria agli anni della sua infanzia e ai momenti trascorsi insieme al padre Aldo.
“Mi sono venuti in mente quei giorni che con papà passavamo al cantiere del Pianella in ultimazione dei lavori.”
Un ricordo personale che rende ancora più significativo il ritorno di Cantù nella propria casa.
“Non ci spaventiamo più di nulla”
Il presidente guarda quindi al futuro con la consapevolezza che il basket moderno impone di essere pronti a cambiare continuamente.
Cantù non vuole farsi intimidire dalle nuove realtà economiche che stanno entrando nel movimento.
“Nella pallacanestro di oggi bisogna essere sempre pronti, noi l’abbiamo provato sulla nostra pelle. Non ci spaventiamo più di nulla.”
Allievi ammette che uno degli obiettivi della società sarà anche quello di riuscire a trattenere i giocatori più importanti per più stagioni, come sta accadendo con Moraschini.
Ma per riuscirci serviranno anche risorse economiche maggiori, che il club punta a consolidare progressivamente.
L’obiettivo: un futuro sempre più ambizioso
La missione di Pallacanestro Cantù è quindi chiara: costruire un futuro ad alto livello attraverso una crescita graduale e sostenibile.
“Garantire un futuro sempre più ad alto livello.”
Per farlo, la società continuerà a lavorare sull’aumento del budget, senza però perdere di vista l’equilibrio economico e finanziario.
La nuova Arena rappresenta il punto di partenza ideale di questo percorso: una nuova casa, un legame ancora più forte con la storia e, soprattutto, la possibilità di costruire le basi economiche per riportare Cantù stabilmente ai vertici del basket italiano.





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