Calipari, Izzo e Pitino contro la nuova realtà del College Basketball: “Vergogna NCAA”

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Pitino: “Purtroppo il gioco in cui sono stato coinvolto per oltre 40 anni non esiste più”

Nei giorni scorsi nel mondo del College Basketball ha fatto discutere la voce sull’interesse di diversi atenei per Trentyn Flowers, Two-Way players dei Chicago Bulls, arrivata subito dopo la notizia dell’approdo dell’ex seconda scelta James Nnaji a Baylor.

Siamo al punto che quasi non fanno più notizia gli approdi in NCAA di giocatori provenienti da G League o campionati europei, con diverse stagioni da pro alle spalle.

Una situazione che rischia di diventare insostenibile, come dichiarato da diversi coach. Di seguito le opinioni di tre tra i più autorevoli e conosciuti tecnici del College Basket, ovvero John Calipari, Tom Izzo e Rick Pitino.

Calipari:
«Qualcuno si preoccupa di cosa stia facendo tutto questo ai ragazzi americani di 17 e 18 anni? Sapete che opportunità ha rappresentato per loro e per le loro famiglie la possibilità di andare al College? Di questo passo non ci saranno più giocatori delle high school», ha commentato Calipari dopo la vittoria di Arkansas per 103-74 contro James Madison. «Chi, a parte persone stupide come me, andrà ancora a reclutare ragazzi delle high school? Io provo una soddisfazione enorme nell’allenare giovani, vederli crescere e arrivare al successo — e vedere cambiare la vita loro e delle loro famiglie — e continuerò a farlo. Ma perché dovrebbe farlo qualcun altro, se si possono prendere giocatori NBA, della G League, ragazzi di 28 anni, giocatori provenienti dall’Europa? Conosciamo davvero i loro percorsi scolastici? Abbiamo qualcuno laggiù a controllare? Sappiamo davvero la loro età o no(…..)?

Non ci sono regole».

Izzo:
«Adesso prendiamo anche giocatori che sono stati già scelti in NBA? Ve l’avevo detto un mese e mezzo fa: forza Magic (Johnson) e Gary (Harris), andiamo a riprenderli…. Perché no? Se questa è la direzione, che si vergognino la NCAA e gli allenatori. Ma soprattutto vergogna alla NCAA, perché gli allenatori fanno quello che devono fare all’interno delle regole, immagino. Ma la responsabilità è della NCAA. Di quelle persone nei comitati che prendono decisioni e permettono qualcosa di così ridicolo senza pensare ai ragazzi.

Tutti dicono che penso solo al mio programma o che sono egoista. No. Mettiamolo in chiaro per tutti voi. Io penso a cosa sarebbe meglio per mio figlio se fosse in quella situazione. E semplicemente non sono d’accordo con tutto questo. Quello che stiamo facendo per me, è stato un autentico disastro. Siamo solo preoccupati di evitare cause legali e non combattiamo nessuno. Ma io penso che la leadership significhi anche combattere e prendere decisioni che a volte sono impopolari».

Pitino (via x):
«Tutto quello che leggo dagli allenatori universitari è interessante, ma quello che non viene detto è che ormai questo non è più basket universitario. È basket professionistico, con budget che rivaleggiano con  quelli di Eurolega. I professionisti però hanno le trade deadline… La G League, a livello salariale, è molto al di sotto del basket universitario. Anche i contratti two-way sono nettamente inferiori. Purtroppo il gioco in cui sono stato coinvolto per oltre 40 anni non esiste più».

Charlie Baker, Presidente della NCAA, martedì ha dichiarato che i giocatori con esperienza in NBA non riceveranno mai il via libera per giocare in un College.

Un primo passo necessario.

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