Brian Windhorst: Chauncey Billups informava gli scommettitori su chi non giocava

Brian Windhorst
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Gli Stati Uniti si svegliano, e su ESPN Brian Windhorst fa il punto della situazione dopo gli arresti che hanno scatenato un vero terremoto sulla NBA

Gli Stati Uniti si svegliano, e su ESPN Brian Windhorst fa il punto della situazione dopo gli arresti che hanno scatenato un vero terremoto sulla NBA.

«Quando senti “poker truccato”, “mafia”, “occhiali a raggi X” e simili, resti senza parole. Ma i fan NBA devono capire che qui ci sono due casi. C’è il caso del poker e c’è il caso NBA. Sono separati. Sono collegati solo da alcuni individui incriminati in entrambi. Il filone poker è affascinante, un domani ci faranno probabilmente un film. Il filone NBA è un’altra cosa.

Nell’ambito NBA, le accuse sono due: fuga di informazioni riservate su quali giocatori sarebbero stati disponibili e, in un altro caso, la gestione di condotte legate al gioco d’azzardo. È di questo che è accusato Chauncey Billups: secondo i federali avrebbe informato scommettitori, prima che fosse pubblico, che certi giocatori non avrebbero giocato. Non è l’unico a cui viene contestato questo comportamento. Terry Rozier, invece, è accusato per un fatto che la NBA aveva già indagato: non è una novità per la lega. Due anni fa fu esaminata la sua uscita dopo nove minuti in una partita, con i bookmaker che quel giorno segnalarono puntate anomale sui suoi “under”.

La reazione nella lega? Prima di tutto shock per il coinvolgimento di Billups: è uno dei coach più rispettati e stimati, un Hall of Famer. Poi la domanda: cosa è successo nell’indagine NBA su Rozier? Perché la lega lo ha indagato e poi gli ha permesso di continuare a giocare, se ora i federali lo hanno incriminato? Ne ho parlato a lungo con l’ufficio della lega e la risposta, purtroppo, è semplice: la NBA non è il governo federale. La lega può investigare, ma non può intercettare, non può ottenere tutti i tabulati telefonici, non può convincere i testimoni a collaborare. Semplicemente, non è stata in grado di corroborare le accuse. Ho visto circolare teorie secondo cui Rozier sarebbe stato tenuto fuori da alcune partite perché la NBA stava muovendosi dietro le quinte, ma la realtà è che la NBA non ha i poteri dei federali. È qualcosa che deve preoccuparci, visto quanto il gioco d’azzardo è ormai parte della nostra vita. Ma questa, spiace dirlo, è la risposta più diretta e onesta».

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