Brandon Jefferson: Obiettivo entrare tra le migliori otto del campionato

Brandon Jefferson: Obiettivo entrare tra le migliori otto del campionato

Il playmaker della Dinamo: Sento che la squadra sta conquistando fiducia, dobbiamo solo continuare a rimanere in salute e mettere in campo tutto il duro che stiamo facendo giorno dopo giorno. Questa è la chiave. Sono i piccoli dettagli a farti vincere o perdere le partite.

Dopo aver firmato la propria miglior prestazione personale in Italia contro la Vanoli Cremona (21 punti e 24 di valutazione), Brandon Jefferson si è raccontato nel format di LBA “5 domande a…”

In meno di due mesi sei diventato non solo uno dei migliori passatori del campionato, ma anche uno dei leader della tua squadra. Quali sono le tue aspettative per questa seconda parte di stagione e quale atmosfera si respira in città?

Le mie aspettative per questa seconda parte di stagione è riuscire ad entrare tra le migliori otto del campionato. Ci sono tante squadre ricche di talento in questo campionato, perciò la competizione è davvero alta. Voglio dimostrare alle persone che posso giocare ad altissimi livelli come playmaker, perché non sono solamente un bravo realizzatore. Sento che la squadra sta conquistando fiducia, dobbiamo solo continuare a rimanere in salute e mettere in campo tutto il duro che stiamo facendo giorno dopo giorno. Questa è la chiave. Sono i piccoli dettagli a farti vincere o perdere le partite.

Sembra tu sia profondamente coinvolto nell’identità cestistica di Sassari, i tifosi sono davvero entusiasti delle tue prestazioni, perciò quali sono state le tue prime impressioni non appena sei atterrato in Sardegna?

La Sardegna è davvero bellissima! Le persone qui sono tranquille, ma hanno una passione sfrenata per la pallacanestro. Ho sentito molto parlare di Federico [Pasquini, il General Manager ndr] e ovviamente di coach Gianmarco Pozzecco ben prima di arrivare qui a Sassari. La città, così come la squadra, ha una grande tradizione, io voglio solo provare e aiutare ad aggiungere nuovi capitoli alla loro storia.

Sappiamo che hai dovuto attraversare un lungo viaggio dagli Stati Uniti fino a Sassari venendo catapultato in un mondo completamente diverso, ma come ci si sente a vivere il proprio quotidiano su un’isola?

Il viaggio non è stato affatto male, l’unica difficoltà è stata quella di lasciare sola la mia famiglia il giorno dopo Natale. Il mio quotidiano qui è molto semplice: mi alleno e mi godo tutto ciò che viene giocando a pallacanestro. Gli alti e i bassi aiutano a costruire e rendere più forte il carattere. Sono una persona che preferisce mantenere un basso profilo e concentrarsi molto sulla sua routine.

Un playmaker undersize con esperienze in giro per il mondo dagli Stati Uniti alla Cina passando per Finlandia, Germania, Slovenia, Francia e Italia. Qual è stato il tuo segreto per adattare le tue idee di pallacanestro in così tanti paesi?

L’altro giorno stavo proprio parlando a coach Markovic della mia esperienza all’Olimpija Ljubljana durante la mia terza stagione da professionista. Quell’anno mi ha aiutato parecchio a diventare un giocatore migliore sui due lati del campo e mi ha insegnato come interpretare al meglio il ruolo di playmaker. Credo al cento per cento che Dio ci metta in condizione di trovarci in un determinato posto dove possiamo imparare e crescere, così da portarci dietro quelle esperienze al successivo step della nostra vita. Perciò ogni stagione mi ha insegnato cose diverse, fossero esse più legate alla pallacanestro o al lato umano. Anche l’esperienza in Cina mi ha aiutato tantissimo, per questo motivo sono così grato di aver trascorso del tempo laggiù.

Sappiamo che sei un grande collezionista di scarpe, ti dispiacerebbe raccontarci di più a proposito di questo hobby e quando è iniziato a diventare una sorta di “secondo lavoro”?

Sono sempre stato un collezionista di sneakers, decisamente una delle mie più grandi passioni e hobby. Le Jordan 11 Concord sono le mie scarpe preferite di tutti i tempi, quello è stato il modello che mi ha fatto davvero innamorare delle sneakers. Confesso di aver indossato quel paio di scarpe anche durante il mio ricevimento nuziale. Parlando della mia collezione, se non mi sbaglio potrei dire che sia cominciata ormai nel 2010. Ricordo che stavo girando per il centro commerciale alla ricerca delle scarpe giuste con cui cominciare la mia carriera nel basket universitario. È una figata trovare e comprare modelli di scarpe che vanno a ruba, a prezzi scontati; la mia collezione di sneakers vale molto, direi intorno ad una cifra a sei zeri. Le Jordan 4 Bred Reimagined saranno il prossimo paio di scarpe ad entrare nella mia collezione, perché usciranno sul mercato durante la settimana che precede il weekend degli All-Star Game.

LBA