Billy Baron è Mister Clutch: viaggio dentro il suo periodo magico

Billy Baron è Mister Clutch: viaggio dentro il suo periodo magico

Nelle ultime 3 vittorie in Euroleague Billy Baron ha realizzato 22 punti di media con un ottimo 15/29 dalla lunga distanza

Mister Clutch era il soprannome di Jerry West, il grande fuoriclasse dei Lakers degli anni ’60 e ’70. Aveva la fama di emergere nei momenti decisivi di una partita. Qualche volta segnare quando conta è una questione di fortuna, di casualità, spesso per non dire sempre si tratta di far emergere nel momento decisivo una qualità già riconosciuta, quella di tiratore o realizzatore. Billy Baron ha fatto questo in tante partite dell’Olimpia in questa stagione. Billy Baron dell’Olimpia è il tiratore designato. Nelle ultime quattro gare di EuroLeague ha segnato 18, 19, 23 e 24 punti, 21.0 punti di media con 18 triple complessive (49.2% in stagione). Nelle sei gare vinte dall’Olimpia ha 17.2 punti di media, incluso il season-high di 24 contro Valencia in cui ha prodotto anche un gioco da quattro punti. Con lui in campo, l’Olimpia – pur tenendo conto delle lunghe assenze di Shavon Shields, Kevin Pangos e Gigi Datome – è 6-6, il cinquanta percento di successi. La sua assenza per circa un mese è passata inosservata ingiustamente. La prossima gara sarà il giro di boa della stagione europea. Baron puà dire di aver scollinato metà regular season con un rendimento che non ha nulla da invidiare a quello di qualsiasi altra guardia tiratrice. Ma qui analizziamo sei situazioni in cui il suo tiro è risultato decisivo non in quanto tale ma perché esibito in momenti cruciali della gara.

Caso 1: Villeurbanne

1:36 dalla fine, ASVEL avanti di un punto, 62-61, rimessa laterale per l’Olimpia. Devon Hall passa la palla a Baron praticamente ad un vertice della metà campo, senza pressione. Lo marca Yves Pons, giocatore atletico e alto quasi due metri. Evidente l’intenzione di oscurare la vista al giocatore di Milano. Solo che Pons commette un errore, quello di aspettare Baron un passo oltre la linea dei tre punti e addirittura di indietreggiare mentre lui, in palleggio, riduce le distanze. Quando Pons mette i piedi dentro l’arco, Baron ha lo spazio per caricare il suo tiro in sospensione dal palleggio. Non servono palleggi incrociati o cambi di direzione. Baron deve solo affidarsi alla sua precisione. Canestro e Olimpia avanti di due. Il sorpasso è definitivo.

Caso 2: Belgrado, Stark Arena

1:26 dalla fine del terzo, Partizan avanti di un punto, 59-58, possesso Olimpia. La squadra gioca larga con quattro uomini sul perimetro e Brandon Davies in post basso, marcato da un’ala, Danilo Andjusic. Kevin Pangos vuole il passaggio interno. La difesa non è accoppiata bene. James Nunnally è sotto il canestro a coprire Shavon Shields nell’angolo opposto. Con Dante Exum a marcare Pangos, il centro Matthias Lessort si trova scomodamente “alto” a controllare a distanza Baron. Quando la palla va a Davies, Nicolò Melli esegue un taglio verticale portandosi dietro Zach LeDay. L’ errore di comunicazione del Partizan è chiaro: Nunnally abbandona l’area per raddoppiare Davies, LeDay correttamente resta con Melli, ma anche Lessort va a riempire l’area, così Billy resta tutto solo in punta. Davies lo vede e scarica il passaggio. Lessort tenta un disperato tentativo di sporcare il tiro, ma è in ritardo e gli porta via un braccio quando la palla è già partita. Classico gioco da 4 punti. A differenza degli altri canestri questo non si verifica nel quarto periodo o nel finale di gara, ma è una sorta di “momentum changing”, ribaltamento dell’inerzia.

 

Caso 3: Monaco di Baviera

00:23 dalla fine, Bayern avanti di due, 81-79, possesso Olimpia. Kevin Pangos si muove in palleggio verso Billy Baron. Nicolò Melli si muove anche lui verso Baron per portargli un blocco, ma un attimo prima, inverte la direzione e si butta verso il canestro, classico movimento chiamato “slip”. È il movimento che inganna la difesa. Il suo difensore Zipser lo segue, mentre il difensore di Baron, Andreas Obst, ha un attimo di indecisione: seguire Melli o seguire Baron? Baron fugge verso l’angolo dove riceve il passaggio di Pangos. Obst arriva tardi, Baron carica la sua sospensione per il sorpasso Olimpia che diventerà anche quello definitivo.

 

Caso 4: Belgrado, Asa Nikolic Hall

01:04 alla fine, Olimpia ancora avanti di due, 66-64 e possesso palla. La Stella Rossa non è accoppiata bene. Su di lui, incaricato di portare palla, c’è il centro Filip Petrusev, mentre Brandon Davies, spalle a canestro, è marcato dalla guardia Branko Lazic. Quest’ultimo difende di anticipo. Devon Hall, che nel frattempo ha ricevuto palla esternamente, non vede il passaggio e serve Melli. Dall’angolo il capitano si è mosso in lunetta inseguito da Lazarevic. Petrusev volta le spalle a Baron, così quando Melli riceve palla in lunetta, Billy è già “scappato” dal difensore. Un breve taglio che permette a Melli di passargli la palla in sicurezza mentre Lazarevic è troppo distante per prevenire il tiro. Olimpia a più cinque. È il tiro del “Keep Calm” che indispettisce l’arena.

 

Caso 5: Mediolanum Forum

02:03 da giocare, Monaco avanti 70-67, possesso Olimpia. Palla nelle mani di Billy Baron davanti alla panchina avversaria, Nicolò Melli va a bloccare su Mike James mentre Billy lavora in palleggio. Melli ritarda il movimento di James, ma il suo difensore Donatas Motejunas non lo segue, resta con Baron e lo costringe a fare un movimento in allontanamento portandolo fuori dal range di tiro. In pratica, Billy tocca il cerchio di metà campo. Qui il centro del Monaco torna da Melli temendo un passaggio per il lungo, James resta con Baron. Un palleggio incrociato permette a Billy di cambiare direzione, poi un altro per ritornare verso destra. Il secondo palleggio disorienta James perché subito dopo Baron si alza in sospensione anticipando l’attimo. L’avversario arriva tardi. 1:58 dalla fine, 70-70, con sospetto fallo di James sulla ricaduta.

 

Caso 6: Mediolanum Forum

00:47 alla fine, questa volta Olimpia avanti di due, 72-70. Palla nelle mani di Billy Baron in una situazione classica di isolamento. Gli altri quattro giocatori sono distribuiti su tutto il perimetro. Ai tempi di Kobe Bryant i Lakers lo chiamavano il “What the F… Play”. Tutti via a tenere impegnati i difensori scambiandosi blocchi più o meno finti, mentre tutti sanno che sarà l’uomo con la palla a prendersi il tiro. Billy Baron. A marcarlo è Jaron Blossongame, che è un difensore. Ma anche lui commette l’errore di aspettare Baron a distanza “normale” dal canestro. Invece Billy carica il tiro quasi due metri prima. Solo rete. 75-70. Game over. La differenza tra i due canestri segnati contro il Monaco nel finale e gli altri è che questi sono stati creati dal palleggio. I precedenti erano stati il frutto di letture o errori difensivi che avevano permesso a Baron di ricevere e tirare. E anche questa è un’evoluzione.