Bertram Derthona, Ezra Manjon: “Mi ha convinto una telefonata con Fioretti”

Ezra Manjon, nuovo playmaker della Bertram Derthona, è stato intervista da Stefano Summa per La Stampa Alessandria

Ezra Manjon, nuovo playmaker della Bertram Derthona, è stato intervista da Stefano Summa per La Stampa Alessandria. Queste alcune delle sue dichiarazioni.

Perché la scelta di Derthona?: “Penso che la ragione sia arrivata dopo una telefonata con coachFioretti. Con l’esperienza che ha maturato a Milano, sa cosa serve per vincere e per essere una squadra di alto livello, ho davvero creduto in quello che mi stava dicendo. Poi ha parlato delle nuove strutture a disposizione e di quanto avrebbe aiutato nello sviluppodeigiocatori”.

Sugli aggiustamenti che ha dovuto compiere dalla NCAA alla Bundesliga:  “Ovviamente alcune differenze di regolamento, come il modo in cui vengono fischiati i passi o la possibilità di toccare la palla sul ferro. Quelle maggiori però le ho percepite al livello di fisicità. Inoltre, il numero di partite giocate era decisamente superiore rispetto al college”.

Manjon ha aggiunto che Kobe Bryant e Kemba Walker sono stati per lui fonte d’ispirazione: “Sono stati e sono tuttora i miei due giocatori preferiti, aggiungerei anche Steve Nash. Mi sono appassionato alla mentalità di Kobe, alla sua determinazione e alla sua voglia di fare qualsiasi cosa pur di vincere. Vivevo in Connecticut quando Walker vinse il titolo nazionale con UConn, amavo osservare la sua dedizione, quello che faceva dietro le quinte, essendo sempre un giocatore di squadra. Nash invece mi colpiva perché era un playmaker davvero intelligente, capiva benissimo il gioco e riusciva a fare la differenza su entrambi i lati del campo. Tutti e tre mi hanno ispirato soprattutto a fare le piccole cose che servono per vincere: tuffarsi per recuperare palloni vaganti, essere il miglior difensore in campo, pressare l’altro playmaker”.

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