Basket Ravenna, il saluto del GM Julio Trovato

Basket Ravenna, il saluto del GM Julio Trovato

«Mi porto via tutto questo, ma una grossa “cima”, ben irrobustita dalla salsedine, mi terrà sempre legato a questa città»

“Oggi finisce la mia terza e ultima stagione al Basket Ravenna.
Non vi nascondo che dopo la quinta sfida dell’altra sera tra Tortona e Torino il mio pensiero è andato a quegli ultimi maledetti 9 secondi, ma sicuramente anche molti di voi ci hanno pensato e ripensato.
Devo superare questo momento e devo superare una pandemia che ci ha fermati quando “dominavamo” il campionato e provo a guardare oltre la parte sportiva e lavorativa.
Voltandomi indietro vedo tanti momenti speciali passati in questi 3 anni.
Momenti passati con lo staff composto da professionisti, collaboratori e volontari tutti pronti a dare sempre il massimo per il club… Grazie ragazzi, lavorare con voi è stato un onore e un privilegio.
Momenti vissuti con i tifosi che oltre a scaldare l’atmosfera sugli spalti sono capaci di scendere dalle balaustre e dimostrarsi persone vere, sopportando i miei abbigliamenti non sempre “classici”.
Momenti passati per la citta, in cui ogni piccola via è ricca di storia ma soprattutto di personalità. Personalità, sì. Perché a Ravenna ogni angolo vive con l’orgoglio di essere diverso e importante, anche se minimo rispetto ai monumenti più famosi. Mi sono fermato spesso sotto la cupola di San Vitale a fantasticare e a ritrovare i miei pensieri dietro la tridimensionalità offerta dagli splendidi mosaici ma mi sono ritrovato spesso anche nei piccoli angoli del centro dove mi sono sempre sentito accudito.
Momenti passati con gli amici speciali a provare esperimenti culinari, alcuni riusciti ed alcuni meno, ma a ridere e scherzare anche dopo episodi difficili. O con altri amici ancora, conosciuti nei vari locali che arricchiscono la riviera e che mi hanno sempre fatto sentire a casa con un’ospitalità incredibile.
Momenti passati sul mio terrazzo vista mare e vista faro, a raccogliere i pensieri e a perdermi tra i rumori del vento sugli alberi delle vele e il profumo del mare.
Mi porto via tutto questo, ma una grossa “cima”, ben irrobustita dalla salsedine, mi terrà sempre legato a questa città.
Grazie.“

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