Il basket italiano torna a discutere di una possibile trasformazione delle società in franchigie, con l’obiettivo di arrivare a un nuovo modello entro la stagione 2029/30. Il progetto coinvolgerebbe le 16 società di Serie A e le 20 di A2, con l’intento di garantire maggiore stabilità economica, regolamentare gli investimenti e limitare trasferimenti di titoli sportivi da una città all’altra, come avvenuto nell’ultima estate.
Il primo passo sarebbe il ritorno della Serie A2 al professionismo, abbandonato nel 2013. Questo porterebbe a un sistema di 36 club professionistici, con però maggiori costi: la contribuzione sul lavoro sportivo salirebbe dall’attuale 27% al 39%. Tra le altre ipotesi ci sono palazzetti da almeno 3.000 posti in A2, obbligo di mantenere la sede per almeno tre anni in caso di trasferimento e fideiussioni raddoppiate.
Il sistema non sarebbe comunque completamente chiuso: l’idea è mantenere almeno una promozione dalla A2 alla Serie A, con una sola retrocessione dalla massima serie e una sola dalla A2 alla B Nazionale. Il tema non è stato affrontato nell’Assemblea di Lega di ieri, ma nelle prossime settimane dovrebbe entrare nel confronto tra Lega Basket, Lega Nazionale Pallacanestro e Federbasket.





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